Casco Abus Pedelec+

Dal casco alle scarpe, dalle mutande all'impermeabile
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veeg
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Casco Abus Pedelec+

Messaggioda veeg » 29 gen 2019, 16:39

Da molti mesi utilizzo l'ottimo Abus Pedelec+: un modello con doppia omologazione CE e NTA 8776 che offre sicurezza maggiore e presenta alcuni accorgimenti utili anche per il cicloturismo.

Come mia consuetudine, prima di scrivere una recensione l'ho provato e riprovato molti mesi e in diverse discipline ciclistiche e modalità.

Qui trovate il pezzo: https://90rpm.blogspot.com/2019/01/recensione-casco-da-ciclismo-abus.html
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Marcello
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Re: Casco Abus Pedelec+

Messaggioda Marcello » 11 feb 2019, 17:16

Ciao Veeg, sai niente dei caschi che hanno anche le luci frontali? Sarebbero comodi per chi ha più biciclette, saremmo certi di aver sempre le luci. In giro ne ho visti e li ho visti fare anche una buona luce.
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Re: Casco Abus Pedelec+

Messaggioda veeg » 13 feb 2019, 11:03

Ciao Marcello,
non ho esperienze dirette con quella tipologia di caschi.

Avevo seguito lo sviluppo del "Torch T1" quando ancora era solo un'idea e cercavano i fondi per la realizzazione. Adesso so che hanno prodotto la versione migliorata T2 e vendono direttamente (https://torchapparel.eu/)
Tuttavia questo casco non mi ha mai convinto molto per le sue prese d'ara, per la dimensione (unica per ogni testa, quindi necessariamente un compromesso sotto troppi aspetti) e per il fatto che il faro anteriore più che per vedere è per farsi vedere.

Conosco poi il "MagicShine MJ-898", ma il produttore non ha nessuna esperienza nei caschi; il prodotto non ha specifiche di omologazione chiare; molti dati tecnici variano da sito a sito e sono lacunosi perfino su quello del produttore. Trovi tutto facilmente sulla fanaleria che monta, ma poco altro e confusamente sulle cose più importanti per un casco.
Questo non lo comprerei mai


Anni fa parlavo con un progettista che mi spiegava che le torce montate frontalmente sui caschi da bici sono, in realtà, un pericolo maggiore sia per gli automobilisti che per i ciclisti stessi perché la loro posizione così elevata e il fatto che la testa del ciclista continui a muoversi in ogni direzione (specie nel traffico veicolare), costituiscono un elemento a forte rischio di abbagliamento.
Lui le consigliava solo per andare nei boschi di notte, con grandi dubbi sulla conseguente protezione offerta in caso di caduta.
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Re: Casco Abus Pedelec+

Messaggioda Marcello » 13 feb 2019, 14:01

Capito, grazie, esauriente ... idea da scartare quindi :roll:
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Roberto69
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Re: Casco Abus Pedelec+

Messaggioda Roberto69 » 15 feb 2019, 9:04

Ho letto il blog, casco da bici dalla forma sufficientemente protettiva e sicura. Come hai ben detto i caschi da ciclismo aerodinamici hanno eccessive protuberanze; in ambito motociclistico, dove la protezione della testa è allo studio da diverse decine di anni, non esistono caschi costruiti in modo così assurdo, nemmeno tra i professionisti della MotoGP dove, no serve che lo dica, le velocità sono come si sa ben superiori a quelle raggiunte in bici.
Nei caschi Jet (i meno protettivi) la calotta è tonda, parte dalla fronte e finisce sotto la nuca, copre bene le orecchie, ha la parte interna di polistirolo spessa ed i materiali sono molto tecnologici.
Tutto questo non per via delle velocità maggiore che si raggiunge in moto (anche se in bici in discesa si superano volendo in 90km/h) ma soprattutto per il tipo di impatto che, per dire, già a 70km/h impattare di testa equivale a cadere (di testa) dal 4° piano e quindi anche se la testa resta integra di sicuro le vertebre cervicali non lo saranno.
Con quella forma, i caschi da bici aerodinamici, creano numerosi punti di fulcro che aumentano in modo esponenziale il rischio di fratture, ernie e fuoriuscite del midollo spinale.
Ci sono caschi da bici, che costano poco ed hanno la forma simile a quelli da speleologia, quelli secondo me sono gli unici da prendere in considerazione per la forma, oltre a quello protagonista della prova.

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Re: Casco Abus Pedelec+

Messaggioda veeg » 15 feb 2019, 11:21

Esatto, Roberto!
La forma delle calotte nei caschi da ciclismo è un elemento molto sottovalutato, complice il fatto che la zona delle "protuberanze" aerodinamiche non è soggetta a test d'impatto.
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