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DAL FRICO AL PESTO

2017

Visite diario: 744

Scritto da Stefano Bonomi Giovedi, 20 Aprile 2017
Ultimo Aggiornamento: Lunedi, 01 Maggio 2017

Un viaggio ciclogastronomico da Udine a Genova. “E’ inutile che tu rimandi: vai la prima settimana di aprile”Con queste parole mia moglie mi ha praticamente “imposto” una vacanza in solitaria in bicicletta che aspettavo in realtà da anni e per varie ragioni avevo dovuto rimandare.

DATI
Partenza Aprile 2017 Giorni pedalati 4
Km. pedalati 450 Viaggio in solitaria SI
Sterrato 0-25% Presenza di bambini NO
Dislivello 1000-3000 Pedalato in
Stati interessati Sistemazioni utilizzate
Soci partecipanti
MAP-GPX TRACK-GPX
TRACCE GPX
Titolo Scarica
Tavagnacco - Treviso
Treviso - Governolo
Borgo Val di Taro - Rapallo
Governolo - Borgo Val di Taro
DIARIO

DAL FRICO AL PESTO

Un viaggio ciclogastronomico da Udine a Genova

“E’ inutile che tu rimandi: vai la prima settimana di aprile”

Con queste parole mia moglie mi ha praticamente “imposto” una vacanza in solitaria in bicicletta che aspettavo in realtà da anni e per varie ragioni avevo dovuto rimandare.

Ma dove andare?
Austria? No, già stato troppe volte.
Germania? Forse la Via Claudia Augusta, ma ad aprile avrei rischiato di trovare ancora neve o quantomeno pioggia e freddo (di solito viaggio in tenda).
Francia? Inghilterra? Spagna? Belle, ma troppo tardi per organizzare.
Italia? Mancano i campeggi nell’interno, però: perchè non andare a in Liguria a trovare alcuni amici?

Fatta! Contatto Anna e Cesare e scopro che sono appena rientrati da uno dei loro numerosi viaggi e saranno a Rapallo proprio dal primo aprile.Telefono anche a Daria e Rinaldo a Genova e così anche la destinazione finale è fissata.

Ora si tratta di definire il tragitto, le tappe e dove dormire: purtroppo nella pianura padana i campeggi praticamente non esistono.
Visto però che si tratta di meno di 500 km dei quali i primi 300 in pianura pianifico al massimo 4 giorni di viaggio.

A questo punto si tratta di trovare dei bad & breakfast lungo il percorso; “scovo” un sito (www.bb30.it) che contiene offerte interessanti. Ovviamente altre lo sono meno, ma questa è la rete.

In breve definisco le tappe e mi preparo a partire: un paio di borse con un po’ di vestiti per potermi coprire “a cipolla” ed il necessario per la pioggia.

Sabato 1 aprile 2017

Con uno splendido sole parto da casa e in compagnia dell’audiolibro de "Il Gattopardo" mi dirigo verso la bassa friulana in direzione di Treviso; non ho ancora preso il ritmo, per cui spingo un po’ e non mi godo il panorama come vorrei.

A pranzo, dopo circa 70 km arrivo a Portobuffolè dove mi fermo sotto le mura per mangiare dei panini che mi ero portato da casa: è una cittadina piccolina ma interessante e soprattutto molto ben tenuta.

Dopo un buon gelato e di un caffè riparto per Treviso dove arrivo nel primo pomeriggio; aggiro le mura e mi avvio in direzione dell’aeroporto passando per vie secondarie con ville stupende: è veramente una bella città.

A Quinto di Treviso imbocco la ciclabile che un tempo era il tracciato della ferrovia Treviso-Ostiglia e progressivamente stanno convertendo. Poco dopo raggiungo Badoere di Morgano dove ho prenotato il primo b&b:B&B il Bruscandolo gestito da una famiglia deliziosa.

Per oggi 127 km sul sellino sono sufficienti.

Dopo una doverosa doccia ed aver fatto un po’ di bucato chiedo qualche consiglio per la cena. Purtroppo l’agriturismo che avevo visto e mi avevano consigliato è chiuso per cui devo andare fino in paese dove arrivo al ristorante Al garibaldino.

Sono appena le sette di sera per cui non mi sono preoccupato di prenotare ma quando arrivo il titolare mi dice che purtroppo è tutto pieno però, se riesco a finire entro le 21, può ospitarmi in quanto hanno un tavolo prenotato per le 21.15.

Felice accetto, chiudo la bicicletta, mi siedo ordinando subito una birra artigianale e mi dedico al menù.
Visto che è iniziata la stagione degli asparagi decido di fare un confronto con quelli delle mie zone per cui ordino un antipasto che comprende un asparago bianco avvolto negli spaghetti di riso su una crema di asparago verde, degli asparagi bianchi e verdi alla julienne su del culatello e un tortino sempre di asparagi.

Come piatto principale ordino invece una tagliata all’aceto balsamico.




Ceno molto volentieri leggendo “Sabbie arabe” di Wilfred Thesiger: il racconto di uno dei più grandi viaggiatori inglesi della prima metà del novecento nel Rub el-Khali (noto come Empty Quarter), il deserto più grande del mondo e mi congedo dal locale con un bicchierino di Jägermeister con ghiaccio.





Domenica 2 aprile 2017

Colazione alle 7.30 con vari dolci preparati dalla padrona di casa.
Dopo circa un’ora riprendo la ciclabile per Ostiglia sotto un cielo plumbeo e il vento che sta aumentando.

Durante la pedalata finisco il Gattopardo e poi mi dedico a “Il ritratto di Dorian Gray”.

Dopo poco purtroppo scopro che la ciclabile “teoricamente” è chiusa a causa di una camminata domenicale; i volontari sono però così gentili da farmi passare a condizione di andare piano.
Perdo pertanto un po’ di tempo a causa della velocità ridotta e “mi perdo” dove la ciclabile finisce in corrispondenza di un ponte in costruzione: devo pertanto chiedere continuamente come proseguire in direzione Ostiglia.

Poco sotto Padova comunque la ciclabile finisce e devo proseguire su stradine in mezzo a distese di serre con un cielo nero e vento contrario. Sui Colli Euganei si vede già piovere per cui tengo l’attrezzatura da pioggia pronta.

Il panorama è decisamente noioso ma per fortuna ogni tanto tra le serre fanno capolino i turbanti dai colori sgargianti dei sikh che mi salutano mentre passo.

Purtroppo mi rendo conto troppo tardi che sono passate le 13 e faccio fatica a trovare un posto dove mangiare; poi, per puro caso, finisco al bocciodromo di Poiana Maggiore, dove c’è un’osteria che non si vede dalla strada principale del paese ma dove si mangia benissimo (Osteria dai fradei). Un po’ lenti nel servire, ma i gnocchetti all’uovo con ragù di carne sono deliziosi. Per dolce una crema catalana e caffè.

Riprendo purtroppo tardi la strada e arrivo a Montagnana nel primo pomeriggio; cittadina molto bella, cinta anche questa da mura con dei palazzi interessanti.

Purtroppo la pioggia incombe quindi sono costretto a decidere se fermarmi a visitare un po’ e prendere un treno per avvicinarmi oppure ripartire subito. Visto che non devo fare una gara propendo per la prima soluzione: consulto gli orari dei treni, le varie destinazioni e decido di farmi trasportare fino a Nogara. In questo modo accorcio di 40 km la strada che comunque è stata decisamente noiosa tutto il giorno.

Il benvenuto di Nogara (si fa per dire) mi viene dato da una “gentil signora” che immagino gestisca il bar della stazione e si rivolge a me in modo alquanto scontroso perchè sono passato con la bicicletta (a mano) nel sottopasso; in quel momento ricordo la Divina Commedia per cui obbedisco a Virgilio: “non ti curar di lor ma guarda e passa”.

Riprendo a pedalare e dopo una ventina di chilometri arrivo alla mia destinazione di questa sera: B&B La casa delle Rondini, proprio sotto l’argine del Po.

Anche oggi, nonostante lo strappo in treno, 110 km.

Visto che sono in mezzo al nulla, chiedo consiglio per cena e vengo dirottato al paese vicino, raggiungibile dall’argine, presso una gastronomia specializzata nel pesce, Casa Rizzolo.
Memore della sera precedente telefono per riservare un tavolo: per fortuna! Quando arrivo era rimasto solo il mio tavolo.

Che meraviglia, poche cose ma buonissime: tralascio i fritti e mi dedico ad un antipasto misto di mare seguito da maccheroncini con il tonno fresco e pomodorini schiacciati. Il tutto accompagnato da un buon prosecco.

Rientro con un cielo stellato ma l’argine è senza illuminazione. Quindi buio pesto fino al b&b.

Lunedì 3 aprile 2017

Colazione dolce alle 7.30 come ieri; il tempo è decisamente meglio ma fa freddo.

Visto che l’argine del Po è percorribile ed asfaltato decido di seguirlo. La mia fortuna mi abbandona dopo pochi chilometri e mi ritrovo su uno sterrato con il vento contrario. Non riesco ad andare a più di 15 km/h e dopo un panino al volo a Salina riprendo la strada per Parma.

Dopo Viadana sono costretto a percorrere la strada fianco a fianco ai tir; per fortuna sul ponte del Po c’è il marciapiede per i pedoni, altrimenti sarebbe stato veramente spiacevole.

Devio per Brescello, paese di Don Camillo e Peppone, con le rispettive statue, bar a loro intitolati e museo nella piazza principale.

Da qui in poi traffico sempre più intenso fino a Parma.

A questo punto mancherebbero ancora circa 70 km fino a Borgo Val di Taro e ne ho già percorsi circa 90 gran parte su sterrato con il vento sfavorevole: indeciso, mi avvio fuori città in direzione dell’Appennino, ma poi, visto il traffico e l’ora, decido di cedere le armi e torno a prendere un treno.

Arrivo in serata a Borgo Val di Taro e raggiungo dopo una discreta salita l’albergo Roma dove avevo prenotato una camera singola e approfitto della mezza pensione.
Mi consolo a cena con una carbonara, ossocollo e spinaci al vapore.

Martedì 4 aprile 2017

Anche oggi colazione alle 7.30 e partenza circa un’ora dopo.
Finalmente un panorama diverso! Bei boschi, ruscelli, continui saliscendi, pochissime macchine e nessun ciclista. Pausa pranzo a Santa Maria del Taro assieme ai cacciatori e poi ultimo strappo in salita fino al passo del Bocco (956 M.S.L.M.).

Da qui, dopo la foto di rito e un doveroso “cambio d’abito” dopo le fatiche dell’ascesa, inizio la discesa verso la Liguria: spettacolare, più di 20 km senza pedalare, solo le mani indolenzite a causa dell’uso continuo dei freni.

Visto che arrivo presto a Chiavari decido di visitare il lungomare; tutto sommato potevo risparmiarmelo visto che poi ho pagato cara questa deviazione dovendo risalire sull’Aurelia con circa 200 m di dislivello, tornanti e macchine in circa 1,5 km.
Da qui in poi tutto un saliscendi (con un bel panorama però) fino a San Michele di Pagana, subito dopo Rapallo, dove mi attendono i cari amici Cesare e Anna dai quali mi fermo fino a venerdì.
Anche per oggi 82 km con 1625 metri di dislivello.

Venerdì 7 aprile 2017

E’ ora di ripartire. Visto che Genova è vicina, la mattinata è dedicata al mare e inforco la bici solo nel primo pomeriggio.

L’Aurelia è trafficata, ma non molto per fortuna e così, pedalando dentro e fuori le gallerie arrivo a Genova Nervi attorno alle 15.15.

Mi illudo manchi poco per cui decido di andare su corso Italia che costeggia il mare: Genova è un incubo per i ciclisti! Per arrivare a Sestri Ponente, meta finale di questo viaggio impiego quasi due ore.

Finalmente poco dopo le 17 finalmente arrivo a casa di Daria e Rinaldo dove fino a domenica vengo coccolato con cibo e vino deliziosi.

Domani visita alla città ma domenica si riparte purtroppo.

Domenica 9 aprile 2017

Causa bici sono costretto a prendere solo treni regionali o interregionali; così parto alle 10.54 da Genova Sestri Ponente e dopo 4 cambi di treno arrivo alle 19.53 a Udine dove trovo ad aspettarmi mia figlia… in bici ovviamente!

Ultimi 7 km e arrivo finalmente a casa.

Qui infine il tragitto percorso: Dal frico al pesto


COMMENTI

Stefano Bonomi
Scritto il 31 Maggio 2017
Ti ringrazio. Cercherò di aggiungere anche gli altri viaggi ma... il tempo manca!

sonia
Scritto il 21 Maggio 2017
compleminti un bel viaggetto. Grazie anche per i commenti su luoghi dove dormire e cene. Sempre utili qeste indicazioni.

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