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DESTINAZIONE OKAVANGO

2015

Visite diario: 929

Scritto da Alessandro Ziliani Domenica, 18 Ottobre 2015
Ultimo Aggiornamento: Domenica, 25 Ottobre 2015

Dalla Namibia al Botswana per finire a Johannesburg (Sud Africa). Generalmente pianeggiante con qualche sali scendi qua e là. Abbiamo sempre recuperato acqua almeno una volta al giorno, un po’ più complicato con il cibo, soprattutto frutta e verdure fresche. Quasi sempre vento contro, quindi forse meglio fare il “giro contrario”…

DATI
Partenza Luglio 2015 Giorni pedalati 30
Km. pedalati 2017 Viaggio in solitaria NO
Sterrato 0-25% Presenza di bambini NO
Dislivello Pedalato in
Stati interessati Sistemazioni utilizzate
Soci partecipanti Alessandro Ziliani, Gaia Pinotti
DIARIO

Arrivo a Johannesburg e ripartenza immediate per Windhoek dove si arriva sfatti. Due notti in camera al Chameleon backpacker per riprendersi e fare spesa di tutto al Mearula mall.

Da Whindoek seguiamo la B1 per Okahandja (73km, campeggio King’s Highway ottimo) e fino all’Ojiwa Lodge (149km, campeggio bello ma posto pretenzioso) poco prima del bivio con la C22. Volendo c’è campeggio dopo 80km circa, se si vuole spezzare la tappa. Entrambe le mattine troviamo ghiaccio sotto la tenda al mattino.

La C22 è ancora asfaltata ma contro vento dopo circa 40km c’è il bivio ben segnalato per il Waterberg Plateau lungo la D2512 non asfaltata e che percorreremo tutta. Ci fermiamo al campeggio dell’NWR (75km), bello ma fate attenzione ai babbuni, un attimo di distrazione e vi fregano il cibo. I sentieri e il plateau meritano, ma il “game drive” potete risparmiarlo (soprattutto se avete già visto altri parchi). Dopo 84km di cui molti faticosi ma tutti pedalabili troviamo l’Omega camp (incrocio con D2896). Di notte eland e kudu vengono a farvi visita… Circa 15km oltre c’è una guest farm piuttosto ben tenuta (non sembra esserci il campeggio, ma di solito basta chiedere). La D2512 diventa D2804 in pessime condizioni e anche il paesaggio non è gran che. La D2512 è in ottime condizioni fino all’ingresso del Waterberg Plateau NP, poi, lo sterrato peggiora, qualche saliscendi impegnativo, qualche tratto sabbioso ma è tutto pedalabile (con gomme mountain bike e quasi tutto pedalabile con ruote 28 e copertoni 35). Si incrocia la B8 se proseguite per circa 20km sullo sterrato arrivate all’Hobas meteorite e, dunque, a Grootfontein.

Qui decidiamo di cercare di visitare l’Ethosha NP, quindi attraversiamo il range per Tsumeb, tappa facile e bella anche se giriamo un po’ per la cittadina prima di riuscire a piantare la tenda al Mousebird backpacker. E scopriamo che nessuno organizza safari x l’Ethosha; l’unica possibilità è noleggiarsi l’auto alla Travell North GH.

Le strade al contrario non sono mai uguali e, infatti, da Tsumeb a Grootfontein è durissima e inizia il vento contro che non ci abbandonerà più fino a Rundu! Da Tsumeb raggiungiamo lo splendido Roy’s rest camp (120km), quindi sotto un meraviglio e gigantesco albero a Katjina Katji (110km) e infine al campeggio splendido e deserto di Ngandu a Rundu (100km). Qui finalmente possiamo fare rifornimento di cibo. Sulla strada troviamo solo le monkie orange. Da provare! A Rundu cambia l’ora: +1h come in Botswana, lo scopriamo solo alla tappa successiva però.

Ripartiamo da Rundu dove fa caldo e finalmente il vento diventa una leggera brezza che smuove l’umidità del fiume. Da Rundu, lungo la B8, ci sono segnalati vari posti dove dormire, ma sono tutti lungo fiume dove ci sono anche villaggi ben tenuti: tutto è su sterrato e più ci si avvicina al Kunene e più diventa sabbioso. Noi, seguendo l’indicazione per il Shamvura Camp (124km), troviamo il Kashira camp ancora in fase di ultimazione ma in una splendida posizione e dopo soli 5km di deviazione. Uno dei due cani del proprietario resta con noi tutta la notte appoggiato alla tenda. Il proprietario ci dice che è un ottimo cacciatore di serpenti, quindi meglio averlo vicino.

Da qui raggiungiamo (dalla B8 si passa alla D3403) il meraviglioso e “imperdibile” Ngepi Camp (113km) dopo che compriamo un po’ di cibo nello sguarnito e deludente supermarket di Divundu. Al Ngepi Camp potete piantare la tenda sull’Okavango con vista bufali, elefanti, ippopotami… ma è meglio prenotare (noi siamo stati accolti nella piazzola n7, forse the best, da una coppia belga-cekia, conosciuti a una piazzola di sosta il giorno prima, se no niente!). Ci sono oltre 4km di sabbia di cui solo uno si riesce a fare in sella, quindi appena vedete qualcuno rifilategli almeno i bagagli!!!

Lasciamo il campeggio dopo 3 giorni di relax e ci apprestiamo a lasciare la Namibia e entrare in Botswana. La D3404 diventa sterrata quasi subito, ma niente sabbia e noi pedaliamo fiduciosi, solo che troviamo il neonato Bwabwata NP che si unisce al Mahango NP e per arrivare in Botswana ci sono ancora 12km che non ti lasciano fare se non su 4 ruote!

Fare l’autostop carichi e con le bici pare assurdo, ma bisogna sempre avere fiducia. E un po’ di faccia tosta. Ogni mezzo che passa si deve registrare all’ingresso del parco e noi spieghiamo a tutti (o quasi) la situazione e chiediamo un passaggio. Dopo meno di un’ora mi ritrovo sul tetto di una Jeep spagnola super carica e super accessoriata ma con una coppia in viaggio attraverso l’Africa che ci lascia legare bici e bagagli sul loro air camping e ci trasporta alla frontiera. Mai li ringrazieremo abbastanza x quei 12 km!

A parte la domanda come siete arrivati qui, le formalità doganali sono veloci. Ci fermiamo a Shakwe a fare rifornimento di cibo e proseguiamo fino a Ncamasere (60km) dove piantiamo la tenda nella scuola (dopo aver chiesto il permesso, of course). Poco dopo il villaggio parte lo sterrato in discrete condizioni che porta alle Tsodilo Hills (41km) patrimonio Unesco. Noi ci fermiamo 2 giorni per qualche trekking. I campeggi sono piuttosto spartani (e a farci compagnia solo degli asini) e i sentieri si possono fare solo con la guida, ma sicuramente vale la pena godere il panorama dalla Male Hill e le pitture rupestri del Rhino’s track. Straconisigliato andare al villaggio a comprare il pane!!!

Dalle Tsodilo ritorniamo sulla A35 (su questa strada si incontrano elefanti e qualche altro animale: basta fare un minimo di attenzione) e proseguiamo per il Sepupa Swamp Stop (66km). Il campeggio è in un’ansa meravigliosa ma gli ultimi km sono molto sabbiosi (un po’ si spinge) e l’acqua dove potabilizzarla (o acquistarla). Quindi per Gumare (84km) dove non c’è un campeggio ma tra le guest house presenti si può sempre chiedere di piantare la tenda. Il supermarket è deludente ma meglio di quello di Sepupa: un po’ di rifornimento lo si riesce a fare. Tappa successiva a Tsau (108km) dove chiediamo alla prima bancarella un posto per dormire e il titolare ci accompagna a casa del padre dove gentilissimi ci fanno montare la tenda nel giardino, uso bagno esterno, acqua potabile (a quanto ci dicono è l’unica casa con un pozzo!) e ci forniscono anche due comode sedie. Dormiamo tra alberi dove la sera si riparano le galline: all’alba non abbiamo bisogno che suoi la sveglia! La strada dopo Nokaneng (piccolo villaggio ma grazioso e con supermarket e backery) non è molto interessante e diviene piuttosto monotona.

Il giorno dopo facciamo pochi e facili km fino a Sehitwa. Decidiamo di non proseguire (c’è un campeggio alla Shell ma non ancora in funzione, dunque tenda in una splendida guest house – Monlek Lodge). Il lago è difficile da raggiungere e non così vicino.

Il giorno dopo, i 100 e oltre km che ci separano da Maun sono una sofferenza contro un vento terribile. A posteriori ci conveniva proseguire fino a Toteng dove, contrariamente a quanto ci avevano detto, si può fare tappa e il villaggio sul fiume è interessante. A Maun tenda al Motsebe Backpackers che raccomandiamo. Sconsigliamo assolutamente il safari nella splendida Moremi Game Reserve con il driver del Baby Bush o Bush Safari che vi tampina al Motsebe: impreparato, incompetente e millantatore. Un taxista forse che si sta riciclando nei safari per fare soldi facili!

Da Maun ci spostiamo a Gaborone con il bus e campeggiamo a Mokolodi (15km direzione sud-ovest). Da qui pedaliamo fino a Zeerust passando per la frontiera di Tlokweng: la strada è tra una panorama suggestivo e merita ma sono 142km e con qualche salita (e discesa finale). A Zeerust scopriamo che non ferma più l’Intercape per Johannesburg (nonostante quello che c’è scritto sul sito) e, dunque, il giorno dopo ripartiamo in bici per Rustenburg (sarebbero 122km). La strada diventa quasi subito un incubo perché piena di lavori in corso e restringimenti con macchine e camion che sfrecciano. Vediamo l’Intercape che ci supera e, soprattutto, lo vediamo 15 minuti dopo fermo alla stazione di benzina di Groot Marico. Ci fiondiamo immediatamente per passaggio: l’autista e l’hostess sono inizialmente sorpresi e perplessi ma, dato che c’è spazio abbondante sia nel bagagliaio sia sul bus, ci fanno salire e poco dopo pranzo siamo a Johannesburg. Tenda a bordo piscina del Brown sugar backpackers dove si ha una vista meravigliosa e nidi di masked weaver sopra la tenda.

COMMENTI

Emanuele Bena
Scritto il 20 Ottobre 2015
Meraviglia...

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