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HIGHLANDS D ISLANDA

2014

Visite diario: 1310

Scritto da Matteo Colizzi Giovedi, 22 Dicembre 2016
Ultimo Aggiornamento: Venerdi, 27 Gennaio 2017

Le “Highlands”,  sono geograficamente collocate nell’interno dell’isola, per un ampiezza di circa 400kmq a circa 800m slm. Qui si avventurano veramente in pochi, è una terra desertica e fredda priva di paesi, strade asfaltate e servizi, di rado c'è qualche rifugio; al contrario ci sono calotte glaciali, una continua attività vulcanica ed un paesaggio lunare incantevole. 

DATI
Partenza Agosto 2014 Giorni pedalati 13
Km. pedalati 920 Viaggio in solitaria NO
Sterrato 25-50% Presenza di bambini NO
Dislivello 5000-10000 Pedalato in
Stati interessati Sistemazioni utilizzate
Non Soci Pagnotella; Nando
Soci partecipanti
PERCORSO
MAP-GPX TRACK-GPX
TRACCE GPX
Titolo Scarica
Across-the-Highlands
DIARIO


Da Akureyri abbiamo pedalato verso la regione geotermica del Lago Myvathn, per poi inerpicarsi sulla caldera di Askja e superare il deserto interno. Da là abbiamo fiancheggiato la regione del Landmannalaugar, e finito lo sterrato, toccato i punti salienti del golden cirle e costeggiato la frastagliata costa sud per arrivare alla fine a Reykjavík;  un totale di circa 900km e 13 gg di pedalata.

Le più grandi avversità nell'attraversare i quasi 400km delle Highlands, oltre al freddo polare e al vento, le abbiamo incontrate nel terreno accidentato, che ci ha rallentato molto. Infatti, mentre all'inizio lo sterrato della F88 è scorrevole,  superata la caldera di Askja, ed iniziata la strada F910, le medie si sono abbassate notevolmente. La strada all'inizio è sabbiosa (30 km a spingere a piedi la bici in quanto le ruote affondavano impedendoci di pedalare), poi cosparsa di immensi massi di pietra lavica, ed infine attraversata da fiumi glaciali da guadare alti quasi un metro, che mi hanno procurato un principio di congelamento ai piedi (fastidiosissimo formicolava h24) che è guarito dopo un mese di attività al caldo di Roma. La F910, lunga più di 100km, è percorribile solo da particolari jeep 4x4 con il fondo molto alto a testimoniare la difficoltà di quel tratto. Gli ultimi 100km sono lungo la strada spettrale F26 Springisandur che per gli islandesi, evoca immagini di fuorilegge, fantasmi e lunghe transumanze attraverso distese di terreni desolati. . Alla fine la soddisfazione di superare questo tratto equivale ad aver scalato 4 montagne una sopra l'altra.

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Appena fuori dalle Highlands, inizia l’asfalto, e cominciano a susseguirsi le numerose attrazioni naturalistiche più accessibili che ad agosto sono assediate dai turisti. Siti geotermici con fumarole e pozze di fango, laghi spettrali, geyser, cascate spettacolari, terme naturali bollenti (le lagune blu o fiume caldo), colline multicolori, costiere a strapiombo, placche tettoniche ed anche qualche sito storico come l’Althing il primo parlamento risalente al 900. Poi c’è Reykjavík la capitale più a nord del mondo, che è anche l’unica città presente nell’isola.

La il turista è decisamente avventuriero, la maggior parte con lo zaino, la tenda e gli scarponi, o come noi anche con la bici (se ne vedono molte qua) raramente dorme in alberghi ma nei bellissimi camping anche per limitare gli elevati costi. Anche i turisti sono tutte persone semplici, spontanee e disponibili che amano la natura e aiutano i ciclisti affamati in difficoltà; di solito affittano una macchina e fanno numerose escursioni a piedi, pure di più giorni. Mangiano fondamentalmente Hot Dog con cipolla fritta delle stazioni di servizio ed utilizzano barbacoa usa e getta con spesa all’economica catena alimentare “Bonus”. Una esperienza culinaria da provare è sia lo squalo che la balena, questa a "mo" di bistecca è decisamente commestibile! Si beve birra Viking.

Noi oltre in campeggio abbiamo dormito in, ostelli, rifugi (HUT) presenti di rado nelle Higlhlands dove si dorme in camerate e cucina in comune. Il campeggio libero in tenda è cmq  permesso. Ad agosto la temperatura in Islanda è gradevole, tra i 15°C di giorno, sui 10°C di notte. Il tempo è instabile con possibili temporali leggeri di breve durata. Nelle Highlands invece le condizioni sono molto più rigide il termomentro sale poco rispetto allo 0° e si vede parecchia neve. Probabilità di vento forte ed insetti. Tenda, indumenti pesanti e sacche impermeabili sono necessari.

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Per il vitto i ristoranti sono proibitivi (costo50€ a pasto), oltre che rari. Fornelletto e spesa nei supermercati locali o negli spacci presso i distributori di benzina. Importante il rifornimento prima dello sterrato perché non si trova cibo per quasi 400 km ossia fino alla stazione di benzina/motel di Hrauneyjar.

Islanda è uno dei paesi più cari al mondo. Comunque abbiamo speso sui 1300€; 500€ di aereo,  più una media di 50€ al giorno. Per l'alloggio, a testa, i camping costano circa 10€ e 40€ le strutture sia esse HUT o Ostello. L'ingresso alle terme (Myvath e Floudir) stanno sui 30€ molto piu cara la laguna blu di Rekjavik dove non siamo stati. 170€ il costo per la macchina in affitto Keflavik Aeroporto - Akureyri Aeroporto (da dividere in 3) il bus e l'aereo costavano di più, erano più lenti e scomodi come orari. Per il volo con scalo ci siamo affidati a Lufthansa (gratuità delle bici).

altre foto: www.flickr.com/photos/132962382@N05/albums/72157663722908536

LE SINGOLE TAPPE

1. Akureyri – Reykyahlid (Lake  Myvath): 100 km tutti in asfalto sotto una leggera piogerellina. Percorso ondulato. Da vedere Godafoss e la parte sud del lago. Bel campeggio sul lago. Da non perdere all'arrivo la laguna Blu.

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2.  Reykhialid- Thorsteinsskali Hut (F88): 90 km di cui gli ultimi 60 di sterrato. Importante rifornimento di cibo perché nel mezzo delle Highlands è difficile procurarselo. Tappa abbastanza pianeggiante, bello all’inizio il sito geotermico di Hverir. Poi si svolta a destra su uno serrato di color nero abbastanza ben tenuto. Problematica la parte finale con alcuni guadi (facili) e pista allagata. Molto suggestivi alcuni tratti.  L’Hut molto piccolo dispone anche di posti a dormire ma era al completo. Abbiamo montato tenda.

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3. Thorsteinsskali Hut - Dreki Hut: All'inizio 35 km ondulati circondati da un bel paesaggio lunare sede di molti set di film di viaggi interstellari; al rifugio Dreki cucina e ampia possibilità di dormire all’interno. Di pomeriggio visita alla caldera di Askja. 8 km in salita in bici più altri 2-3 a piedi. Molto freddo da non perdere; con il bel tempo molta gente si fa il bagno (acqua calda).

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4. Dreki Hut – F910 new: tappa di soli 50km dovuto al fondo pessimo di sterrato che nei primi 30 km ci ha visto percorrere molti tratti a piedi causa fondo sabbioso. Il resto molto roccioso. Paesaggio spettacolare. Abbiamo dormito in tenda lungo la strada. Siamo partiti molto presto la mattina per evitare che il sole rendesse più morbida e meno pedalabile la sabbia. La pista è ben segnalata i mezzi motorizzati incontrati sono 1/2 al giorno. Si poteva pure fare la vecchia F910, le strade si dividono 30km dopo Askja, ma ci hanno consigliata la nuova per il fondo migliore. La Old ha un rifugio nel mezzo a circa 40km dal bivio.

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5. F910 new – Nyladur Hut: 75km di terreno molto roccioso; difficile compiere medie superiori a 10 km/h. Numerosi saliscendi anche ripidi. Nella parte finali 4 guadi di cui il penultimo prima dell’incrocio con la F26 springisandur molto difficile per la forza della corrente. Arrivo con il freddo verso notte al rifugio. Possibilità di dormire e cucinare.

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6. Nyladur Hut – Versalir: 55 km sulla F26 Springisandur. Sterrato migliore guadi finiti ma una fredda pioggia ci ha accompagnato fino al vecchio motel abbandonato di Versalir. Ci siamo accampati in tenda dentro una fattoria in disuso.

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7. Versalir – Hrauneyjar: 60 km negli ultimi 10 si rimettono le ruote sull’asfalto. Molto vento, per fortuna a favore ed una serie infinita di bellissimi laghi. Si dorme e si mangia in Motel. Da lì dovevamo proseguire per la strada F208 Landmannalugar ma le condizioni di una bici, la stanchezza, la mancanza di cibo, ed il vento forte ci hanno fatto desistere.

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8. Hrauneyjar – Fludir: 120 km Tappa abbastanza pianeggiante, asfaltata, con vento a favore e con possibilità di fare la spesa lungo il percorso. Metà percorso c’è una bella cascata. Arrivo nella città termale di Fludir. Brutto il campeggio ma bella la secret lagoon.

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9. Fludir – Pingvellir NP: 100 km e visita dei siti turistici di Gulfoss (cascata) e Gyser. Tappa piana, tranne nel finale e molti cicloturisti. Campeggio prima di entrare nel parco.

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10. Pingvellir – Reykjavik: 55 km con visita la PN di Pingvellir arrivo a Reykjavik tramite strada molto trafficata a più corsie. Campeggio un po' in periferia ma adiacente alle piscine comunali cmq è facilmente raggiungibile il centro.

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11. Skogafoss – Vestmanayer: Circa 60 km pianeggianti;  siamo arrivati a Skogafoss (cascata) con l’autubus di linea da la abbimao pedalato verso il punto panoramico sul vulcano Ejanafajokull poi la cascata di Seljandifoss;  da lì si raggiunge la costa e ci imbarca verso le isole Vestmanayer. Abbiamo dormito in un ostello in città ma c'è anche un camping.

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12. Vestmanayer – Hveragerdi: 80 km Breve giro sull’isola in bici alla ricerca delle pulcinella di mare e poi ritorno e pedalata verso Hveragerdi. Da fare assolutamente il bagno nel fiume caldo distanze circa 3 km a piedi in salita dalla città. Si pùo fare anche in bici ma è molto ripido cmq in discesa si guadagna.

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13. Hveragerdi – Rejkyavik: 35 km si inizia con una salita di 10 km per poi arrivare il leggera discesa nella capitale.

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COMMENTI

Matteo Colizzi
Scritto il 01 Febbraio 2017
grazie. per i guadi mi svestivo nella parte inferiore ed usavo delle scarpette da scoglio. Poi mi riasciugavo ed indossavo gli stessi. Ciao Matteo

Marcello
Scritto il 31 Gennaio 2017
Matteo, mi hai fatto venir voglia di tornarci. E' uno dei viaggi che ricordo più intensamente, anche a casa gli amici vedono sempre volentieri le foto del viaggio in Islanda. Non basta andarci una volta, è a due passi e merita senza ombra di dubbio più di una visita. Complimenti comunque per il percorso interno, se ci torniamo dobbiamo portarci calzari adatti per i guadi. Ma, domanda, ti sei cambiato pantaloni scarpe e calzini dopo il guado?

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