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KASHMIR&LADAKH

2015

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Scritto da Matteo Colizzi Martedi, 14 Febbraio 2017
Ultimo Aggiornamento: Venerdi, 17 Marzo 2017

Nell’estrema punta nord dell’India sorge la regione Himalayana del Ladakh soprannominata il “Piccolo Tibet”. Si attraverserà partendo dalle verdi vallate del Kashmir su per le strade carrozzabili più alte del mondo, superando valichi di oltre 5000 metri in un paesaggio montano spettacolare. L’arrivo sarà nella città hippy di Manali nell’Himachal Pradesh.

DATI
Partenza Agosto 2015 Giorni pedalati 12
Km. pedalati 1000 Viaggio in solitaria NO
Sterrato 0-25% Presenza di bambini NO
Dislivello 10000+ Pedalato in
Stati interessati Sistemazioni utilizzate
Non Soci Pagnotella
Soci partecipanti
PERCORSO
MAP-GPX TRACK-GPX
TRACCE GPX
Titolo Scarica
Srinagar - Leh - Manali
DIARIO


Percorso

Un grande classico per chi ama la salita!! circa 1000 km, per oltre 16.000m di dislivello e ad un altitudine compresa tra i 3000 e i 5000m. Strada ben segnalata e pedalata in 11gg (+1 per l’ascesa al Khardung La Pass). Percorso diviso in due parti la prima di 424 km, da Srinagar a Leh capitale del Ladakh. La seconda di 475 Km da Leh a Manali, più desolata e più in quota, dove raggiungeremo i 5360m del Tanglang La.

La strada è in parte sterrata (diciamo un quarto) e non ha presentato ad agosto problematiche dal punto di vista di interruzioni o frane, che però è possibile incontrare; sarà stata la fortuna. I pezzi di strada ridotti peggio, addirittura pericolosi per la poca sede stradale a disposizione, nelle salite alla Zoji La e Baricha La. Brutto il manto stradale anche negli ultimi km del Khardung La, l’inizio del Rothang Pass e qualche pezzo dopo Pang.

E’ il paese degli alti valichi quindi molte salite sono lunghissime (vedere altimetria). Organizzarsi in modo da dividere la salita in due tappe. Le pendenze non sono elevatissime (7%) ma la mancanza di ossigeno le rendono difficili. A mali estremi è sempre possibile chiedere passaggi ai camion o anche semplicemente attaccarsi. 

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Vitto e alloggio

Per Acqua, cibo e alloggio non abbiamo avuto problemi vista la numerosa presenza di paesi, accampamenti e “parachutecafè” dove è possibile dormire senza prenotare tanto c'è sempre posto; tra un posto e l'altro la distanza di media è di 30km. Nei parachute cafè presenti sulla Leh-Manali si dorme in tende spartane condivise ma si trovano anche accampamenti più di lusso apposta per gente facoltosa/stranieri, avevamo anche la tenda ma mai usata (nemmeno pensato). L'unico problema a Gund dove non c'era alloggio ma abbiamo dormito da Locali. Khalsi ha solo due alberghetti orrendi. La cucina piccante e vegetariana si base essenzialmente su riso; c'eravamo portati il fornelletto, che si è rilevato utile per cambiare la monotona offerta culinaria presente in zona. Nelle grandi città si riesce a trovare pure carne che normalmente è vietata. Pure la birra si trova di rado.

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Gente

Kashmiri musulmani nella prima parte, di etnia tibetana buddista nel Ladakh. Curiosità impressionante da parte di tutta la gente, anche militari, incontrata e grande disponibilità. Capannello di gente ogni volta che ci fermavamo volevano sapere tutto sulla bici sul viaggio e su di noi. Anche se un paese povero non abbiamo incontrato la povertà classica indiana ne gente che chiede elemosina.

Vi è anche una discreta presenza di turisti, specialmente nei pressi di Leh. Molti anche i cicloviaggiatori incontrati (Germania2, India3, Nuova Zelanda1, Danimarca2, Spagna2, Francia2, Svezia1, Usa1).

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Sicurezza

Nessun problema dal punto di vista della sicurezza dovuto a vecchie instabilità dal punto di vista militare/politico /religioso. Numerosa presenza di militari specialmente all'inizio nel Kashmir ma in nessun modo ostacolante. Sono molto gentili anzi pure l'acqua ti danno ed il te ai pochi controlli incrociati nel percorso dove si appuntano gli estremi del passaporto. Di notte a Leh molti cani randagi.

Il traffico lungo la Srinagar-Leh-Manali è alto solo nei pressi di queste tre città. Al di fuori è scarso con la presenza di moto “Royal Enfield” di turisti, taxi e macchine di agenzie di viaggio, camion vari. Colonne di Camion militari ne abbiamo incontrate 2/3 danno fastidio specialmente in salita.

Meteo

Il tempo è stato clemente nemmeno un giorno di pioggia, pressoché sereno e temperature perfette; un po' caldo sotto i 3500 più fresco più su ma mai freddo. Una piccola nevicata in cima al Tanglang La pass e una spruzzatina sul Baricha La; in quelle occasioni era necessario un pantalone lungo. Di notte fa più fresco ma le coperte indiane non lo fanno sentire. Il vento non è particolarmente fastidioso e forte: sulla prima parte è stato pressoché a favore nella seconda parte in parte contrario.

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Altitudine

Il mal di montagna l'abbiamo contrastato con una corretto acclimatamento (salire di quota gradualmente) che è conseguenza del percorso partendo da Srinagar. Abbiamo preso il “Diamox” penso che abbia funzionato (mezza pasticca 2 volte al giorno). Dopo i 4500m la mancanza di ossigeno si sente ero costretto a fermarmi a prendere fiato ogni 2 km. Bere molto. Evitare per quanto possibile di dormire a quote elevate sopra i 4500m.

Highlights

Ci sono bellezze naturalistiche che trovano l'apotesi presso i passi (La), oltre lungo la Jelebi bends, i moray plains, ed i gota loops. il Ladakh inoltre ospita un gran numero di monumenti che testimoniano la profonda fede della popolazione. Tra questi segnalo i Monasteri di Lamayuru, Alchi, e Thikse, il Palazzo Reale di Leh, oltre a numerosi gompa e templi arroccati lungo il tragitto. Da non perdere inoltre il quartire hippy di Old Manali, Srinegar con le sue hauseboat presso il lago Dal, e naturalmente i numerosi siti storici di Delhi a cui dovete far visita per ripartire verso l'Italia.

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Costi e Logistica

I costi in Ladakh sono veramente irrisori sia per i trasporti interni (aereo Delhi - Srinegar 70€ con JetAirways / Bus Manali-Delhi cat. Luxury 20€) sia per il vitto e l'alloggio. Si rischiava di spendere nei posti non turistici anche 5€ per vitto ed alloggio a notte, che si raddoppiavano nei posti per turisti e triplicavano a Leh. Per l’aereo per Delhi da Roma, con scalo in Germania, abbiamo speso 650€ con Lufthansa (gratuità bici). Spesa totale sui 1400€.

Altre foto: www.flickr.com/photos/132962382@N05/albums/72157658111548252 

LE SINGOLE TAPPE

1. SRINAGAR – GUND (75KM D+911 D-444); partiti in tarda mattinata dall’aeroporto di Srinagar, abbiamo attraversato la città dalla parte est del Dal Lake vedendo le House boat. Strada totalmente asfaltata abbastanza trafficata prima in piano poi in leggero falsopiano. Più dura verso la fine. A Gund non ci sono strutture recettizie la prima disponibile è 3 km dopo. Abbiamo dormito presso locali. Media 15km/h.

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2. GUND – DRASS (85 km  D+2101 D-1112); salita infinita che nel tratto finale prima dello Zoji La diventa pure decisamente ripida, stretta e sterrata. Si consiglia la partenza da Sonamarg che è anche ben organizzata per i turisti. Discesa anche in parte sterrata nella parte di mezzo. Arrivo a Drass molto tardi in quanto si è rilevata una delle tappe più lente e difficili. C’è un albergo per turisti sulla destra del paese molto piccolo. Molti punti ristoro lungo il percorso (pure in cima allo Zoji La). Media 11km/h.

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3. DRASS – MULBEKH (100 km D+1642 D-1430). Tappa lunga ma abbastanza veloce. Discesa molto bella con buon asfalto fino a Karghil ultimo avamposto musulmano dove c’è anche connessione WI-FI. Dopo Karghil, si entra in Ladakh con una salita abbastanza pedalabile con qualche pezzo di sterrato. Ultimi 20 km in falsopiano in salita. Si dorme in un accampamento per turisti appena subito dopo Mulbekh. Media 18km/h.

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4. MULBEKH – KHALSI (90 KM D+1752 D-2058); tappa molto bella con gli splendidi passi Namika La e Fotu La (4100m punto più alto della Srinagar – Leh) con i loro colori lunari. Tutta la strada è molto ben asfaltata e con punti di ristoro. 2 km prima di arrivare a Lamayuru , con il suo monastero, abbiamo svoltato a sx lungo la Jalebi Bends in direzione Khalsi. Strada 5km più lunga ma molto bella e panoramica, pianura e discesa, discreto asfalto e senza alcun tipo di veicolo. Arrivati a Khalsi solo due brutte guesthouse. Quella alla fine del paese era migliore però piena. Media 16km/h.

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5. KHALSI – LEH (90KM D+1670 D-1266); anche questa tappa completamente asfaltata. Due salite abbastanza dure ed un importante caldo. Arrivo in leggero falsopiano verso Leh dove faremo base per due notti presso la Old Road. Durante il percorso è possibile allungare per vedere due importanti monasteri. Facilità nel trovare cibo e acqua. Media 16 km/h

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6. LEH – KHARDUNG LA PASS- LEH (80 km D+2000). Non proprio una tappa ma una gita in giornata che mi permette di arrivare al passo carrozzabile più alto del mondo (?) il Khardung La. Per farlo è necessario procurarsi un pass presso un agenzia di viaggio/hotel per accedere alla Nurey Valley. La strada è di 40 km tutta in salita costante al 7% circa su una sede stradale abbastanza stretta. Al 26 km c’è il check-point a cui far vedere il permesso ed alcuni bar dove rifocillarsi per gli ultimi 14 km sterrati molto duri. Ho impiegato circa 6h a raggiungere il passo a 8km/h di media. Strada con poco traffico, sono tornato indietro con un camion vista l’ora tarda. Si incrocia un fiume al km 15 dove si può fare acqua.

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7. LEH – RUMTSE (75km D+1507 D-735). Tappa ben asfaltata e abbastanza veloce. Si parte in discesa e poi vallonato fino al checkpoint di Ushi al 50°km. Nel percorso possibile visita ad un monastero. Da Ushi la strada svolata a dx (a sx si va presso gli splendidi laghi di Tso Moriri) e sale leggermente dentro una gola fino ad arrivare a Rumtse, ultimo paese prima del Tanglang La Pass. Siamo a 4200m e comincia a far freddo e durante la notte si possono accusare sintomi di mal di montagna. Media 16 km/h.

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8. RUMTSE – PANG (98km D+1532 D-1188). Tappa molto dura. Si inizia con la salita verso i 5330 del Tanglang La Pass, punto più alto della Leh - Manali. Fortunatamente la strada è ben asfaltata, e costeggia un ruscello dove prendere acqua.  Negli ultimi km ha cominciato a nevicare e tirare un freddo gelido. Mi sono protetto in un tempietto in cima con altre cicloturiste danesi e qualche motociclista. La lunga discesa è stata poco riscaldante lo sterrato oltre a rallentare le ruote non mi permetteva di pedalare. A Debring dopo la discesa è possibile fermarsi per bere mangiare e riposarsi. Io ho continuato dritto per riscaldarmi lungo il suggestivo altopiano dei “more plains” ben asfaltati. Arrivato a Pang esausto ed infreddolito; dormito in un tenda condivisa. Media 14 km/h.

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9. PANG - SARCHU (80km D+1250 D-1469). Altra tappa molto dura dovuta anche al pessimo fondo stradale; per fortuna c’era bel tempo. Si comincia con la dura e lunga salita sterrata del Lachung La, si scende poco verso una vallata che ospita diversi “parachutecafè” per poi risalire per 5 km verso il Nameeka La sempre su sterrato. Discesa asfaltata ma poco veloce lungo i magnifici Gota Loops. Dopo un lungo falsopiano interminabile in salita verso Pang con vento contro. Gli accampamenti per turisti distano 5 km da Sarchu dove bisogna guadare un importante ruscello. Media 13 km/h.

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10. SARCHU – JIPSA (82km D+1062 D-2086). Si sale subito su un brutto sterrato controvento verso il Baralacha La. A meno di 10 km dal passo un “parachutecafè” il “KillingSara”. Fa abbastanza freddo ed il cielo è coperto. La discesa fino a pochi km prima di Darcha è molto bella e veloce. Poi si alternano sterrati e salitelle. A Jispa si può dormire in un piccolo albergo sulla sx appena passato paese, ma ci sono anche molti parachute cafè dove alloggiare. Media 17 km/h.

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11. JIPSA – KOKHSAR (70Km D+1213 D-1350). Tappa breve con molti saliscendi. Alcuni pezzi sterrati bellissimi panorami sulle montagne soprastanti. Si ricomincia a vedere un po’ di verde lasciato nel Kashmir. Numerosi posti per rifocillarsi; molto brutta Kokhsar. La Guesthouse sta nella parte alta del paese sulla destra del checkpoint della polizia.  Media 16km/h.

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12. KOKHSAR – MANALI (72 km D+1212 D-2446). Si parte subito con gli innumerevoli tornanti del Rothang Pass. Molto brutto l’inizio sia per lo sterrato polveroso, per il caldo e per il traffico. Fare il pieno d’acqua. Poi dopo 10 km la strada diventa asfaltata ed arriva il fresco. Uno “stupa“ precede il passo vero e proprio. La lunghissima discesa per Manali è facile e ben asfaltata. A metà discesa c’è una parachutecafè. Ordinata la città. Da vedere Old Manali anche se logisticamente è più comodo dormire in Manali Hall, dove c’è anche un ciclista che ti può dare i cartoni per il ritorno. Media 18km/h


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