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TRE STATI IN TRE GIORNI....

2017

Visite diario: 419

Scritto da Luca Tasinato Giovedi, 06 Luglio 2017
Ultimo Aggiornamento: Giovedi, 06 Luglio 2017

Tre stati in tre giorni . Svizzera-Austria-Italia. Esperienza paesaggistica, culturale e gastronomica: la ciclabile segue il verde-azzurro del fiume Inn dalle sorgenti in Engadina fino Otzal .Paesaggio di montagna affascinante fatto di prati, pascoli, boschi, ruscelli e romantiche valli laterali. ...

DATI
Partenza Giugno 2017 Giorni pedalati 3
Km. pedalati 280 Viaggio in solitaria SI
Sterrato 0-25% Presenza di bambini NO
Dislivello 3000-5000 Pedalato in
Stati interessati Sistemazioni utilizzate
Soci partecipanti
DIARIO

L'Eno (in tedesco Inn, in romancio En, in latino Oenus) è un importante fiume dell'Europa centrale, tributario del Danubio.
La sua sorgente è in alta Engadina (la valle che porta il suo nome), presso il Passo del Maloja, vicino al confine italiano. Dopo aver attraversato la valle di St Moritz, il fiume entra nel Tirolo austriaco, dove bagna la capitale Innsbuck (che prende nome dal fiume) ed infine in Baviera, dove confluisce nel Danubio a Passau.

Esperienza paesaggistica, culturale e gastronomica: la ciclabile segue il verde-azzurro del fiume Inn dalle sorgenti in Engadina fino Otzal . La valle Ötztal, in Tirolo, si estende per 67 km in direzione sud e comprende al suo interno un vero campionario d’intinerai che la montagna in Austria può offrire.: le Ötztaler Alpen contano oltre 250 cime sopra i 3.000 m, di cui 6 addirittura sopra i 3.400. Una concentrazione che non ha eguali in tutte le Alpi Orientali, a cui si aggiunge la magnificenza del più grande ghiacciaio delle Alpi Orientali. Paesaggio di montagna affascinante fatto di prati, pascoli, boschi, ruscelli e romantiche valli laterali.

Si parte di buon mattino dalla stazione di Padova .

Con una serie di treni regionali raggiungo prima Verona, poi Milano e quindi Tirano , qui salgo sul su una delle tratte alpine di valico più spettacolari: il Bernina Express da Tirano _ Valposchiavo a St. Moritz collega diverse aree linguistiche e culture. Su verso i ghiacciai scintillanti e poi di nuovo giù fino al paradiso: il Bernina Express delle ferrovie retiche, la tratta ferroviaria alpina più alta, collega il Nord e il Sud Europa, ma anche diverse aree linguistiche e culture.

E il tutto in modo spettacolare: la tratta ferroviaria s’inserisce armoniosamente nella cornice montana dell’Albula e del Bernina. 55 gallerie, 196 viadotti e pendenze fino al 70 per mille che il treno supera con nonchalance. Ad un’altitudine di 2253 metri si trova poi il punto più alto della Ferrovia Retica, l’Ospizio Bernina: qui natura e cultura si fondono per dar vita al più affascinante dei viaggi alla scoperta delle Alpi.

Arrivo a St. Moritz alle 15.11 in perfetto orario come da programma .

Due foto e inizio subito a seguire la ciclabile dell’ Inn , tuttavia lo sterrato e la distanza della pista dal fiume , mi convincono che è meglio optare per la strada asfaltata , l’obiettivo di questo primo giorno infatti è quello di dormire subito dopo il confine Svizzero ( per evitare salassate inutili.. ) in zona Pfunds, i Km da fare sono 89 e le ore di luce non sono molte .

Sulla strada la velocità in discesa cambia notevolmente il traffico è modesto quasi inesistente , incontro man mano che scendo i paesi di Samedan, La Punt, con la chiesa gotica di Sant’Andrea ricca di affreschi, e infine Zuoz, con le finestre decorate della chiesa di San Luzi. Giungo infine a Zernez, crocevia dell’Alta e Bassa Engadina, che si trova alle porte del Parco Nazionale Svizzero, la più grande riserva naturale del Paese

I caratteristici paesini di Lavin e Guarda valgono sicuramente una sosta, anche perché la strada sale e quindi dopo i primi 50 km c’è bisogno di tirare il fiato e fare un po’ il punto della situazione ( tra me e me, discussione che si risolve in un attimo , decisone presa , si continua fino in Austria ) . Alle 18.00 arrivo a Scuol ancora un po’ di salita poi mi lancio giù verso Martina , sono oramai le 19.15 quando passo il confine austriaco. Sono un po’ stanchino ma so che all’innesto con la strada del Resia poco prima di Pfunds , c’è un hotel ristorante , lo trovo con facilità, ottima ospitalità, prezzi modici della camera molto bella , ottima cena e ottima colazione , adiacente c’è anche un campeggio .

Da St. Moritz a Bivio Passo resia 89 km in 4 ore , con un dislivello in salita di circa 700 m, ottima giornata di bicicletta .


La mattina seguente decido di seguire la Inn Radweg in modo integrale , il primo paese che incontro e Pfunds, noto per il rafting e la canoa sul fiume Inn, e Tösens, uno dei più piccoli della zona. Continuando in discesa nel cuore della regione chiamata Oberes Gericht (letteralmente "Corte di alto grado”), attraverso la quale, al tempo dei romani, passava la via Claudia Augusta, importante strada che collegava l’Italia del nord con la Germania meridionale, proseguo fino ad arrivare a Landeck,

Landeck, ubicata alla confluenza tra i fiumi Sanna ed Inn.
In questa cittadina trovò posto un campo profughi delle Nazioni Unite durante la seconda guerra mondiale.
Sopra la bella città con 8.000 abitanti troneggia l’omonimo castello, del quale si vede l’immagine anche sullo stemma. In tempi passati il castello fungeva come palazzo di giustizia dei conti del Tirolo. Oggi invece, Castel Landeck è un noto luogo d’incontro per manifestazioni culturali. Innumerevoli concerti e mostre vengono organizzate all’interno della struttura ed il museo di storia e cultura locale ha la sua sede qui.

Nel XI secolo il “Loden” tirolese venne inventato dagli contadini. La parola “Loden” significa “tessuto grezzo” (lodo). Verso XI secolo, con Loden si intendeva semplicemente uno straccio fatto con un materiale molto resistente. Per i pastori e contadini era molto importante avere dei vestiti resistenti ed impermeabili durante il loro lavoro sul campo.
La stoffa veniva ricavata dalla lana di pecora, tagliata senza lavarla, filata e pressata nell’acqua. Infine, quando la stoffa era asciugata, si ritirava e si infeltriva acquisendo la sua impermeabilità. Alla stoffa può essere aggiunto anche a piacere seta, alpaka o kashmir. Il colore classico è ancora oggi il verde pino, grigio e marrone. Ma oggi questa stoffa viene anche colorata in diversi colori per essere sempre alla moda. In questo modo il Loden si è trasformato dal classico vestito di lavoro in una stoffa molto pregiata. Ormai, ogni tipo di vestito viene prodotto dal Loden, sia elegante, sportivo o anche classico e tradizionale.

La giornata scorre tranquilla e piacevole lungo le impetuose acque del fiume Inn , fino a giungere alla località Roppen, dove opero il taglio per raggiungere la valle Otzal .

I km percorsi sono già 60 , non tutti facili , dopo una provvidenziale sosta ad una fontana iniziano 3 Km davvero duri per poi giungere a Sautens e quindi incontrare l’Otzaler Ache .

L’orario non è dei migliori per affrontare salite di questo tipo , il caldo lo sento davvero tanto , a darmi conforto le fontane davvero una in fila all’altra .

Gli ultimi 30 Km fino a Solden sono tutti in salita a volte pedalabile a volte meno ( ma le pendenza non sono quasi mai proibitive ) , quello che non cambia mai è il caldo è il sole a picco che mi farà diventare rosso come un peperone , a tratti provo a seguire anche l’otzaler weg , ma lo sterrato non è adatto ad una bici come la mia ( a me poi lo sterrato non piace tanto, quando ho le borse , lo faccio solo se non ci altre scelte … ) , inoltre la pista fa molti giri contorti e ti porta ad allungare troppo il percorso , faccio i primi 10 km in pista sterrata poi mi convinco che se voglio arrivare per un’ora decente e meglio stare in strada , le ore passano e la stanchezza si fa sentire , meglio chiudere la tappa .

Arrivo a Solden verso le 18.00, trovo un paese praticamente semideserto , non è ancora periodo di vacanze , e non sarà facilissimo trovare una camera disponibile , è tutto chiuso . Alla fine poco dopo il centro paese trovo una pensioncina , e finalmente vado a fare una doccia rinfrescante , giornata davvero calda e dispendiosa .

La serata finisce in una pizzeria austriaca , la pizza raggiunge la sufficienza per la fame, la birra quella va giù a go-go per la reidratazione da viaggiatore esperto .

Da Bivio passo Resia a Solden la distanza percorsa è stata di 104 km con un dislivello in salita di 1000 m circa .

Il terzo giorno di questo breve tour prevede la salita al passo del Timmelsjoch 2509 m l’omonimo del nostropasso Rombo che conduce in Italia attraverso la val Passiria , una strada, che un tempo era una mulattiera, unisce la Val Passiria e la Ötztal. Nel corso dei secoli sono nati numerosi e straordinari elementi di comunanza, superando il naturale confine rappresentato dalle montagne. In vari punti di sosta sculture architettoniche presentano al turista informazioni sull’ambiente naturale, sulla storia, sulla cultura, sugli aspetti sociali ed economici della regione, in modo da ampliare l’orizzonte conoscitivo di chi la attraversa.

Profilo salita Timmelsjoch

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Sul versante austriaco la salita inizia da Solden (1377m), importante stazione turistica della Otztal, una delle più belle vallate del Tirolo per l'imponenza delle sue montagne.
Dopo un tratto di falsopiano per uscire dal paese si sale duramente al villaggio di Pitze (1443m), dove si dirama la fantastica Otztaler Gletscherstrasse, e si continua fino ad entrare in una stretta gola boscosa; in sensibile discesa si raggiunge Zwieselstein (1472m), dove si dirama la strada asfaltata per Vent e Rofen (2014m) e si trova una fontana.
Dopo il paese si sale con ripidi tornanti nel bosco per entrare in una successiva gola, poi si procede con salita moderata e si percorrono delle lunghe gallerie paravalanghe in forte ascesa; dopo un tornante si entra nel lungo pianoro di Untergurgl, che si risale dolcemente incontrando le poche case di Angern e Untergurgl (1790m).
Dopo il bivio per la stazione turistica di Obergurgl (1927m) la strada sale larga e ben tenuta nella Gurgtal con forti pendenze e numerosi tornanti superando gli impianti di risalita della sparsa località di Hochgurgl; si gode uno splendido panorama di alte vette e ghiacciai.
In forte salita si raggiunge la stazione di pagamento del pedaggio per i veicoli a motore a quota 2171m e si inizia a scendere aggirando un costone montuoso ed entrando nella Timmelstal; dopo circa 1,5 Km di forte discesa fino a quota 2095m si risale ripidamente ad un ponticello e si segue il torrente tra i pascoli con lunghi e ripidi rettilinei.
In località Totemstein (2232m) si affrontano infine i ripidi tornanti conclusivi che consentono di risalire la ripida parete che chiude la valle e che conducono al valico.

Per fortuna questa mattina il cielo è velato e la temperatura è molto più contenuta , nelle prime ore del mattino il traffico è molto basso , poi piano i soliti motociclisti cominciano a circolare , ma oramai non manca molto alla vetta .

Dopo una breve pausa e fatta la conoscenza di Marcus, un cicloturista tedesco con il quale ho condiviso gli ultimi tornati di questa bellissima salita , inizio la discesa su versante italiano , che è molto più ripido nei primi 10 km , la discesa è bella ma molto tecnica non consente distrazioni , cambi di asfalto improvvisi, moto che ti superano , tornanti stretti , vie di fughe inesistenti, non bisogna sbagliare nulla , percorrendo i 19 tunnel ( alcuni lunghi sopra i 250 m , con cambi di luce davvero difficili da gestire ) , da San Leonardo in Passiria mancano 20 km a Merano , la strada si allarga ma la discesa continua la velocità rimane sempre tra i 30 e i 40 km , siamo all’ora di pranzo ed il traffico non è elevato . alle 14.00 , giungo alla stazione dei treni di Merano , contento e felice di questa breve esperienza cicloturistica , utile per staccare un po’ la spina e ritrovare un po’ di fondo e un po’ di fiducia dopo un periodo delicato di vita personale .

Da Solden a Merano la distanza percorsa è di 74 km, il dislivello in salita di circa 1400 m, quello in discesa di circa 2500 m .

Alla prossima .

By Hesed

Breve racconto fotografico :



COMMENTI

Paolo Rossi
Scritto il 12 Agosto 2017
Complimenti Luca: gran bel giro, breve ma intenso, e ben raccontato!

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