Articolo "La bicicletta nella letteratura"

Frasi famose di viaggi e viaggiatori...
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db21060
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Articolo "La bicicletta nella letteratura"

Messaggio da db21060 »

La bicicletta è stata fonte d'ispirazione per molti artisti. Cominciamo una carrellata degli scrittori, partendo da un articolo nel quale si tratta appunto di: "La bicicletta nella letteratura"

hhttp://www.zerolire.org/inbici/bosi.htm

Su Alfredo Oriani vedi:
http://www.zerolire.org/inbici/pedaloriani.htm


Ciao Davide

db21060
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Poesia di Alfredo Oriani

Messaggio da db21060 »

Il grande poeta e cicloviaggiatore romagnolo (leggete il suo libro
L. Stecchetti (O. Guerrini), In bicicletta, Catania, Giannotti, 1901. )
ha pubblicato diversi libri di poesia, spesso satirica, però per la bici nutriva un amore sconfinato:


Che bell andè, burdell, che bell andè
In bicicletta cun la maia adoss
Cun un bel dé, cun una bella strè,
L'anma contenta e l'alegrì in t'agl'oss.
Us passa d'i pais e dal zitè
Us lez i foi ch'us trova icsè a l'ingross
Us capess cossa ch'l'è la libartè
E us chega a l'eria averta in t'e' premm foss.

Traduzione per i fuori regione:

"Che bell andare, ragazzi, che bell'andare
in bicicletta con la maglia indosso
con un bel giorno, con una bella strada
l'anima contenta e l'allegria nelle ossa.
Si passa dai paesi e dalle città
si leggono i giornali che si trovano per caso
si capisce cos'è la libertà
e si caga all'aria aperta nel primo fosso.


Ciao Davide

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Paolo Conte

Messaggio da db21060 »

?una bici non si ama
si lubrifica, si modifica
una bici si declama
come una poesia
per volare via?

P. Conte

db21060
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Altro articolo

Messaggio da db21060 »

Leggete anche queste brevi note storico-letterarie, dalle quali stralcio una interessante notizia: "Le conferenze episcopali del 1903 e del 1909 bandirono la bici e la vietarono ai preti..."

http://www.simonel.com/bollicine/gabici35.html

Ciao Davide

db21060
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Altre poesie

Messaggio da db21060 »

Una serie di poesie create dall'animo innocente dei bambini:

http://nuke.lupoinbici.it/?TabId=106

http://adbascoli.altervista.org/modules ... category=2


Infine un "calembour" di Marco Andrelli:

Verde gialla oppure turchese
mi porta veloce tra le vie del paese
che cada la pioggia o che soffi il vento
di andar in bici son sempre contento.

Sfreccio tra le vie di ogni contrada
e ti faccio un gestaccio se mi tagli la strada;
drin drin drin fa il campanello
per salutar sia questo che quello.

Però mi spiace di doverla legare
per non farla dal brigante rubare,
la mia bici mi par rattristata
quando al palo la lascio legata.

Perciò ascolta ladro bastardo
in questo momento da qui io ti parlo:
non provar a toccar la mia bici
altrimenti ti faccio mangiar dai miei mici!



Ciao Davide

db21060
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Estratti poetici

Messaggio da db21060 »

Il grande Giorgio Caproni, tratto dalla poesia "L'ultima preghiera"

Anima mia, fa' in fretta.
Ti presto la bicicletta
ma corri. E con la gente
(ti prego, sii prudente)
non ti fermare a parlare
smettendo di pedalare.


Un pensiero Anonimo

God bless my wheel! it knows nor care nor strife, / For one day out the ever-coming seven / I run with it far from the hells of life, / To find in nature's handiwork a heaven.
"Dio benedici la mia ruota. Essa non conosce nè preccupazioni nè liti. Per un giorno e per i successivi (sette/settimana n.d.t.) io correrò con lei lontano dall'inferno della vita. Per trovare, nell'operato della natura, il paradiso."

La bicicletta
di Giovanni Pascoli
Mi parve d'udir nella siepe
la sveglia d'un querulo implume.
Un attimo... Intesi lo strepere
cupo del fiume.

Mi parve di scorgere un mare
dorato di tremule messi.
Un battito... Vidi un filare
di neri cipressi.

Mi parve di fendere il pianto
d'un lungo corteo di dolore.
Un palpito... M'erano accanto
le nozze e l'amore.
dlin... dlin...

Ancora echeggiavano i gridi
dell'innominabile folla;
che udivo stridire gli acrìdi
su l'umida zolla.

Mi disse parole sue brevi
qualcuno che arava nel piano:
tu, quando risposi, tenevi
la falce alla mano.

Io dissi un'alata parola,
fuggevole vergine, a te;
la intese una vecchia che sola
parlava con sè.
dlin... dlin...

Mia terra, mia labile strada,
sei tu che trascorri o son io?
Che importa? Ch'io venga o tu vada,
non è un addio!

Ma bello è quest'impeto d'ala,
ma grata è l'ebbrezza del giorno.
Pur dolce è il riposo... Già cala
la notte: io ritorno.

La piccola lampada brilla
per mezzo all'oscura città.
Più lenta la piccola squilla
dà un palpito, e va...
dlin... dlin...


Giovanni Pascoli

Ciao Davide

db21060
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Racconti

Messaggio da db21060 »

Cicloracconti! :)


Il piacere della bicicletta
di Alfredo Oriani

"Il piacere della bicicletta è quello stesso della libertà, forse meglio di una liberazione andarsene ovunque, ad ogni momento, arrestandosi alla prima velleità di un capriccio, senza preoccupazioni come per un cavallo, senza servitù come in treno.

La bicicletta siamo ancora noi , che vinciamo lo spazio e il tempo; stiamo in bilico e quindi nella indecisione di un giuoco colla tranquilla sicurezza di vincere; siamo soli senza nemmeno il contatto colla terra, che le nostre ruote sfiorano appena, quasi in balia del vento, contro il quale lottiamo come un uccello.

Non è il viaggio o la sua economia nel compierlo che ci soddisfa, ma la facoltà appunto di interromperlo e di mutarlo, quella poesia istintiva di una improvvisazione spensierata, mentre una forza orgogliosa ci gonfia il cuore di sentirci così liberi.

Domani la carrozzella automobile ci permetterà viaggi più rapidi e più lunghi, ma non saremo più né così liberi né così soli: la carrozzella non potrà identificarsi con noi come la bicicletta, non saranno le nostre gambe che muovono gli stantuffi, non sarà il nostro soffio che la spinge nelle salite.

Seduti come in un treno non ci tornerà più l?illusione di essere giovani, correndo coll?impeto stesso della giovinezza; non avremo trionfato del vento, non ci saremo ritemprati nella fatica al sol; ma la nuova macchina c?imporrà le preoccupazioni dei propri guasti non riparabili al momento, c?impedirà di sognare, perché non potremo più guidarla istintivamente, e ci darà il senso doloroso del limite, appunto perché separata da noi, sospinta da una forza che non può fondersi colla nostra".


di Alfredo Oriani
Scritto in occasione di un suo viaggio in bicicletta nel 1918 tra l ?Emilia e la Toscana.
tratto da IN BICI -"Il piacere della bicicletta" di Enrico Caracciolo"


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La bicicletta, rondine d'argento
di Cesare Angelini

La bicicletta è indice di equilibrio, suscitando il miracolo di certi fatti nascosti, di mani occulte che sorreggono: la parabola evangelica del camminare sulle acque; se hai fede, i tuoi piedi calmano l'onde e cammini; se cessa la fede, sommergi.
La bicicletta è la trascrizione della energia in equilibrio, l?esaltazione dello slancio, l'immagine visibile del vento.
Tendenzialmente vola; rade ma non tocca la terra.
Vola, cioè ascende. Ha la gentilezza ardita di volersi appoggiare ai cuscini dell'aria, morbidi, soffici, diffidando del terreno. Nuda come un ponte, rigida come un cerchio, tuttavia curva, si piega, ripete la linea dei levriere, elegantissima. Ha la bellezza delle formule elementari, naturali e insieme geometriche.
Si smaterializza, si scorpora, nasconde se stessa nella trasparenza della velocità e dello slancio. Si può dire di lei quel che si dice del violino; ha raggiunto la sua perfezione per sempre; ha toccato il limite della semplicità. Definitiva nel brivido metallico della sua nudità balenante. E ha il pudore del silenzio. Lo rompe solo col suo trillo fresco, garrulo, primaverile, femminile, uccellesco.
E? gaudiosa, conversativa, spiritosa.
Ogni giro di ruota è un discorso, teso su una sua piccola imperfezione, la denuncia subito con uno strano stridìo che dà pena, come di colomba colpita, di allegria ferita. Ha una sua ortografia esatta. Nel segreto dei suoi congegni è d'una delicatezza squisita. La scorrevolezza dei suoi perni emula quella d'un orologio fabbricato nella più pura atmosfera della Alpi svizzere. E? la silenziosa compagna del viaggiatore: sollecita le sue puntualità, partecipa ai suoi pensieri ma non li turba. Continua a correre da sé. I suoi incidenti sono le spine, i chiodi, i sassi aguzzi: le amarezze della strada. .Anch?ella. ha i suoi momenti di stanchezza, d'accasciamento: le gomme a terra: e quella sua aria di creatura sconfitta, umiliata, dà la sensazione di partecipare a un umano destino.

di Cesare Angelini

da "Acquerelli, seconda edizione accresciuta, La Scuola Editrice, Brescia, 1950


Ciao Davide

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