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INCROCIANDO 4 CICLOVIE

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INCROCIANDO 4 CICLOVIE

Grande desiderio per questo viaggio, stavolta in solitaria. L’ho scelto perché ne volevo uno intenso ma breve, impegnativo ma non troppo, intriso nel verde, ma con sguardi in alto… con l’intrigante tocco dello sconfinamento in più nazioni. Oltre a qualche guida, utilissimo internet e due app per smartphone gratuite (prontotreno di Trenitalia e DB Navigator -tedesca ma fornente informazioni anche dei treni di vari paesi europei-) per integrare il percorso in bici con gli spostamenti in treno.

Mercoledì 21/05/2014: Sveglia ancora buio per pedalare fino alla stazione ferroviaria di Vicenza distante a poco più di 10 km e salire sul primo treno con trasporto biciclette…. Cambio a Castelfranco Veneto: sul binario 4 trovo il treno in cui devo superare i 3 scalini e accomodare alla meno peggio la bici: nonostante le informazioni, non c’è il posto previsto. E se ci fossero stati altri ciclisti??? A Belluno non c’è il treno per raggiungere Calalzo: c’è solo l’autobus. Nessun problema per il trasporto bici: per fortuna però sono il solo e posso accomodarla come meglio credo nel bagagliaio. (C’è comunque il servizio di “Dolomitibus”)
Mi dicono che non ci sono altre vie se non quella principale (di tanto in tanto vedo però delle indicazioni “ciclistiche”), molto trafficata e stretta, con lunghe gallerie.

 

Arrivo a Calalzo in una bellissima giornata di sole con vista sul lago di Centro Cadore. Prendo un caffè e mi viene presentato un quadro desolante della potenzialità turistica non sfruttata e non pubblicizzata di tutta l’area con comunicazioni precarie tanto che il treno fino a Calalzo riprenderà solo per luglio e agosto.  In effetti il panorama è stupendo: il lago, i verdi prati attorniati dalle cime innevate. Inizio il viaggio…. la ciclovia sfrutta il fondo della vecchia ferrovia. La “Lunga Via delle Dolomiti” è ben segnalata, contrassegnata dalla sigla “E1”. Dopo pochi Km a Pieve di Cadore deviazione a dx in ripida salita ma breve per la casa natale di Tiziano, grande pittore del XVI secolo. E’ chiusa e con lavori in corso.

Riprendo a pedalare inoltrandomi nel bosco: la salita è modesta (’1-2%). Solo dopo Venas si raggiungono brevi tratti del 5-6%. La strada è sempre ben segnalata, ben asfaltata, le gallerie illuminate, tutt’intorno un buon profumo di resina, raramente incrocio qualcuno.
Al segnale di inizio del territorio comunale di Cortina la ciclabile diventa sterrata e scende verso il torrente Boite con fondo un po’ sconnesso per cui continuo sulla statale per 4 km prima di riprendere la ciclabile che porta a Cortina. D’obbligo una sosta per ammirare paese, Tofane, Sorapis e Cristallo. Dopo l’abitato il fondo diventa sterrato ma rimane ottimo e sale progressivamente e lievemente (pendenze dell’1-2%). A 1300 m slm inizia a trovarsi la neve, ma senza problemi: la strada è libera (è stata liberata): solo in brevi tratti ce n’è, ma comunque pedalabile. Laghetto in alto dall’acqua limpidissima. Continuo in solitaria, passo Fiammes e arrivo a Cimabanche a 1534 m slm …. Delusione, tutto chiuso, non è possibile mangiare… Mi dicono che il primo tratto della ciclabile presenta neve e non è pedalabile. La discesa rapida sulla statale che è libera mi fa fermare al lago di Landro per ammirare le sue acque limpidissime. Poco più avanti, in alto sulla dx, il commovente versante sud ovest delle tre Cime di Lavaredo preceduto da una spianata verdissima: un contrasto mozzafiato!

Arrivo poi a Dobbiaco dove in riva la lago finalmente si mangia (Km 66). Riprendo la via ora segnalata da “R1”, attraverso Dobbiaco-Toblach e San Candido-Innichen tra prati verde smeraldo. Oltrepasso il confine di stato senza accorgermene se non fosse che sulla dx rimangono i vecchi edifici del confine italo-austriaco. La valle si fa via via più stretta, il fondo è asfaltato, in buone condizioni; sono in compagnia della Drava e incrocio di tanto in tanto qualche raccolta di legname. A 8 km da Lienz la ciclopista è transennata, per cui vengo deviato sulla principale motorizzata per riprenderla più avanti. Passaggio a Lienz e, poi, continuo per Oberdrauburg. Il fondo diventa sterrato, a tratti un po’ sconnesso per cui decido di deviare, consigliato anche da una ragazza del posto, sulla principale scarsamente utilizzata dai motori a quell’ora. Raggiungo Oberdrauburg dove ceno e pernotto. Trovo due veronesi, con passato motociclistico, diretti a Spittal per “provare le gambe”.

OGGI: 141 KM;  Altitudine in salita: 975 m

22/05/2014: Oberdrauburg-Arnoldstein

E’ una meravigliosa giornata di sole, senza vento, ottima sensazione sulla pelle. Prendo la ciclabile sterrata che a Dellach, in prossimità di un campeggio, si discosta dalla Drava e si inoltra nel bosco. Anche la vegetazione cambia: da tipica fluviale a boschiva con profumi emanati dai fiori di bosco.

Un capriolo fugge al mio passaggio. Un divertente saliscendi con modeste pendenze (1-2%) accompagna il mio penetrare nel bosco. A Berg la ciclabile perde di identità e diventa promiscua: subito una seppur breve rampa dell’8-9% fa ansimare un po’. Eccetto che per brevi tratti, fino a Spittal il percorso corre su strada promiscua, seppur poco frequentata. Poche le persone che incontro: curiosamente incrocio un anziano in bici con la mascherina per l’ossigenoterapia; ritrovo i 2 veronesi conosciuti a Oberdrauburg con cui scambio quattro chiacchiere condividendo i bei paesaggi.

Visitina a Spittal, bella città turistica (55Km). Proseguo su ciclabile per Villach: dopo 8 km la ciclabile non è più asfaltata ma con fondo ottimo e la Drava sembra divenire via via più ampia: penso per effetto dei vari affluenti ma più avanti vedo delle chiuse sul fiume. Qualche gabbiano incrocia il mio procedere. La ciclovia corre proprio a lato dell’argine, facendo pensare a impraticabilità in caso di pioggia poco più che modeste. Arrivo così a Villach, bella città in stile austriaco, turistica. (101 km)

Mi dirigo a est del paese girando su un ponte rosso (Friedens Brucke), prendendo l’”Alpe Adria Radweg” lungo il fiume Gail. Dopo qualche KM (8) il fondo non è più asfaltato ma rimane buono. Procedendo in mezzo al bosco raggiungo Arnoldstein dove mi fermo.

Oggi 122 Km, dislivello in salita: 357 m. Totale 263 KM, dislivello totale in salita: 1332 m

Venerdì 23/05/2014: Arnioldstein- Bled attarverso FVG 1 e D2

Bene… oggi forse si prenderà l’acqua, almeno così dicono le previsioni… Infatti cielo coperto e temperature giù… Alla fine di Arnoldstein riparte l’Alpe-Adria a lato della principale, in salita, fino al 3%. Arrivo così dopo una decina di Km al confine austro-italiano. La via in Italia mi accoglie subito con uno strappo di più del 10%, anche se per un breve tratto. Continua poi nel bosco, attraversando in salita Coccau e riprendendo in ciclabile dopo circa 1 km. Arrivo veloce a Tarvisio alle cui porte “ignoro” la deviazione per la Slovenia per una rapida visitina al paese.

Ritorno sui miei passi, devio per il confine italo-sloveno e, meraviglia, si apre il sole ed è tutta un’altra cosa. La ciclabile, ora contrassegnata da “FVG1” appare perfetta e si inoltra in mezzo ad un bosco di faggi. Incrocio due signore slovene simpaticissime che mi danno delle dritte sulla strada da percorreree mi confermano la buona scelta di deviare per la val Radovna per raggiungere il lago di Bled. Dopo 10 Km deviazione, nei pressi di un ostello per cicloturisti, per i laghi di Fusine: la salita per arrivarci con punte del 10% viene ammortizzata dalla bellezza naturale del lago inferiore e del lago superiore, nonché dalla cornice alpina. Ritorno indietro per riprendere la ciclabile, ritrovo le due signore slovene: altra chiacchierata e stavolta anche foto. Dopo 2 KM confine italo-sloveno. Veloce, in lieve discesa, raggiungo Kranjska Gora, fiorente centro sportivo invernale ma anche estivo con numerosi bikers e poi in lieve discesa ma veloce a Mojstrana.

Trovo segnaletica della non praticabilità della val Radovna che avevo scelto per raggiungere il lago di Bled. Il fondo della ciclovia per Jesenice appare alquanto sconnesso, per cui opto per la principale. Superata Jesenice, trovo un ragazzo che gentilmente mi regala una mappa suggerendo di deviare per Lipce, prendere la strada che passa sotto l’autostrada e proseguire salendo a Kocna, poi Spodnje Gorje e raggiungere di là il lago. Seguo il suo consiglio: sputo mezzo polmone in certi tratti della salita, ma ne vale la pena,anche per la discesa che porta al lago pieno di turisti.

Al Turist office mi dicono che la strada per Bohiniska Bistrica e Nova Gorica è trafficata e pericolosa con scarse alternative. Prendo così il treno a Bled per il rientro a Nova Gorica, da cui in 3,5 Km attraversando il confine raggiungo la stazione di Gorizia e i treni che mi riportano a Vicenza (non senza perplessità sul posto bici)

Oggi Km 97,  Altitudine in salita: 874 m In totale: 360 km, altitudine in salita: 2206 m

Concludendo: bella esperienza, forse un po’ troppo concentrata ma appagante. Ho trovato il tragitto sicuramente bello ma nel complesso non proprio adatto a famiglie con bambini, a parte la più conosciuta Dobbiaco-Lienz e il tratto superato l’ultimo giorno fino a Mojstrana. Da solo si ha più tempo per pedalare, si assapora ma non si può condividere. Da soli le città attraversate si possono visitare solo con la bici alla mano, immergendosi tra la gente costringendoti ad interagire solo con chi non conosci ma che comunque ti sa dare la massima disponibilità e questa rimane una ricchezza.

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