LUSSEMBURGO BELGIO OLANDA

  /  Diari   /  LUSSEMBURGO BELGIO OLANDA

LUSSEMBURGO BELGIO OLANDA

LUSSEMBURGO – BELGIO – OLANDA

(dal 16 al 28 giugno 2013 con Pietro

PROLOGO AL VIAGGIO

Inizialmente la vacanza in bici di questo anno, peraltro programmata con tanto di prenotazioni fin da aprile/maggio, prevedeva un viaggio con partenza da Berlino ed arrivo a Vienna, passando per Praga. Tutto era pronto con largo anticipo, percorso studiato a puntino e suddiviso in tappe, biciclette pronte per una nuova avventura. Bisognava solo partire. Invece, circa venti giorni prima della partenza, una serie di violente perturbazioni hanno messo in ginocchio l’Europa del nord e diverse zone sono state allagate dalle esondazioni dei fiumi; compresi Elba e Moldava, i due fiumi che ci avrebbero accompagnato per buona parte del nostro percorso. Alla fine, dopo aver avuto conferma che ad una settimana dalla partenza, diverse zone erano ancora in piena emergenza, abbiamo annullato le prenotazioni e ci siano dovuti inventare, praticamente all’ultimo momento, un nuovo viaggio. L’idea di viaggiare in bici attraverso Belgio ed Olanda è nato casualmente, quasi puntando il dito sulla carta geografica dell’Europa. Il tempo a disposizione era poco, qualche ricerca in internet, un paio di carte stradali acquistate in libreria e siamo pronti per inventarci questo giro che di fatto è stato costruito giorno per giorno, tappa dopo tappa. La scelta di partire dal Lussemburgo invece, è stata ragionata. Si trattava di trovare un luogo ritenuto comodo attraverso il quale entrare in Belgio da sud e la scelta è ricaduta sul vicino Lussemburgo e sul paese di Lultzhausen, distante poche decine di chilometri dal Belgio. Al nostro arrivo, prima di iniziare l’avventura, abbiamo alloggiato presso l’ostello della gioventù che sorge sulle rive di un bel lago.

1^ tappa – 17.6 LULTZHAUSEN (L) – SPRIMONT (B) Km 70

Oggi è il primo giorno di fatica e la partenza avviene con molta calma, dopo una buona colazione ed unÂÂÂ passaggio nel punto panoramico del lago per una foto ricordo. Pietro come al solito vive la sua crisi quotidiana per la sistemazione dei bagagli nelle borse. E’ una costante dei nostri viaggi ed io mi diverto ad osservarlo mentre brontola, cercando qualcosa che non trova. In realtà quello che lui cerca, si trova sempre già sistemato in qualche borsa. Finalmente si parte e la strada da subito inizia a salire; questi primi tre giorni, come avrò modo di constatare, saranno caratterizzati da interminabili e dolci salite alternati a lunghe discese. In poche parole abbiamo conosciuto le Ardenne. Pedalando ci viene in mente che non abbiamo guide sulle ciclabili del Belgio e nemmeno dell’Olanda. Ci fermiamo all’ufficio turistico di Wiltz, quasi al confine con il Belgio. La scelta si rivela vincente perchè ci indicano una comoda ciclabile che dalla periferia del paese porta direttamente a Bastogne, cittadina belga di transito, conosciuta dagli appassionati di ciclismo. Acquistiamo anche una carta con le ciclabili del Lussemburgo, ci tornerà utile per il ritorno. Sul Belgio, nonostante disti pochi chilometri, non hanno nulla. Attraverso una bella ciclabile, costruita sul tracciato di una vecchia ferrovia, percorrendo venti chilometri, la maggior parte dei quali all’interno di un polmone verde, arriviamo a Bastogne. Foto di rito e passaggio all’ufficio del turismo dove acquistiamo un pieghevole che riporta a grandi linee le ciclabili più conosciute del Belgio. Scopriremo ben presto che la mappatura è molto approssimativa. L’uscita da Bastogne non si rivela per niente facile; infatti sbagliamo subito strada. Torniamo indietro ma non riusciamo a capire quale direzione prendere perchè la segnaletica è assente. Non ci aiutano nemmeno le carte stradali che abbiamo al seguito perchè riportano solo le strade principali. Pazienza, ci affidiamo all’intuito ed al senso di orientamento. Per fortuna le strade che percorriamo sono comunque poco trafficate. Però è un continuo saliscendi sfiancante. Cominciamo ad essere stanchi, fa caldo e non si trova acqua da nessuna parte. Attraversiamo diversi minuscoli paesi che si sviluppano quasi esclusivamente sulla via principale. Non esistono negozi o bar dove fermarsi a prendere acqua. Il paesaggio, a parte questo inconveniente, è sicuramente incantevole e rilassante; pedaliamo immersi nel verde delle colline e dei campi coltivati. Mi rifornisco di acqua da una signora che stava bagnando i fiori. Nessuna casa ha un rubinetto dell’acqua esterno. Dopo l’ennesima indecisione sulla svolta agli incroci, giungiamo a Sprimont dove notiamo l’indicazione di una “Chambres d’Hotes” e per oggi decidiamo che può bastare. La fatica, il caldo e la confusione con le strade, ci ha fatto percorrere solamente 70 Km.. pazienza;

2^ tappa – 18.6 SPRIMONT (B) – DURBUY/BOMAL (B) km 80 (tot. 151)

Altra tappa caratterizzata, soprattutto dopo il mezzogiorno, da un caldo fastidioso. Partiamo dopo una buona colazione e qualche foto scattata dal proprietario dell’alloggio, anche con la sua macchina fotografica. Ci spiega che anche lui è appassionato di cicloturismo e che organizza viaggi in bicicletta in quella zona del basso Belgio. Già dalla partenza siamo consapevoli che anche oggi la tappa sarà movimentata da continui saliscendi, soprattutto nella parte iniziale del percorso. Alla fine della giornata questo farà la differenza sui chilometri percorsi. Oggi però siamo avvantaggiati perchè il proprietario del locale, al quale abbiamo spiegato che siamo diretti in Olanda, ci ha fotocopiato parte di una guida cicloturistica. Finalmente iniziamo a comprendere come vengono segnalate le ciclabili in questa zona del Belgio. Pedaliamo attraversando incantevoli paesi immersi nel verde. Le case sono quasi tutte in pietra con giardini curatissimi. Nei prati pascolano un’infinità di mucche. Si tratta di una razza con muscolatura ben definita, sembrano palestrate e con l’avvicinarsi della fame le immagino come tante bistecche alla griglia. Mentre pedalo rifletto che il problema riscontrato finora nell’attraversare le Ardenne è…la cronica mancanza di acqua pubblica. Infatti anche oggi mi sono rivolto ai privati. In questa seconda tappa abbiamo avuto anche la prima foratura. Ce ne siamo accorti dopo esserci riposati all’interno di un piccolo parco all’ombra di un albero enorme. Al momento di ripartire Pietro si è accorto della foratura della ruota anteriore. Il pomeriggio, seppur accompagnati dal caldo, corre via veloce. La tappa di oggi si conclude nel comune di Durbuy. Trovato alloggio nella frazione Mont des Pins;

3^ tappa – 19.6 DURBUY BOMAL (B) – MAASTRICHT (NL) Km 97 (tot.247)

Questa mattina, guardando il cielo, sembrava dovesse scatenarsi il diluvio universale. Invece le nuvole minacciose si sono allontanate dal nostro orizzonte e noi ci siamo messi in movimento. Oggi abbiamo pedalato fino a Liegi seguendo quasi per intero un percorso ciclabile che si snoda lungo le sponde del fiume Orly. In alcuni punti si vedono persone che vanno in kayack ed incontriamo cartelli che segnalano scuole di canoa. Arriviamo a Liegi nel primo pomeriggio e raggiungiamo un punto informazioni che si chiama “casa dei ciclisti” e si trova proprio sotto la stazione centrale. Si tratta di una catena di negozi presente in diverse città del Belgio dove vendono e riparano biciclette e dove è possibile acquistare materiale vario, comprese le guide ciclistiche. Noi ovviamente siamo interessati a trovare delle guide; in particolare per pianificare il viaggio di ritorno. La ragazza del negozio, contrariamente alle informazioni che avevamo trovato il giorno prima consultando internet, ci dice che le guide che servono a noi non le hanno, perchè i relativi percorsi non passano da Liegi! Sarebbe come andare in libreria per acquistare una guida sull’Olanda e sentirsi rispondere che non l’hanno perchè siamo in Belgio! Follia! Anneghiamo la delusione in una radler e facciamo il giro turistico di Liegi. Quindi puntiamo dritti verso Maastricht percorrendo quasi interamente le ciclabili lungo i vari canali, tratto distintivo dell’Olanda. Arriviamo in città e sono subito sorpreso dall’elevato numero di ciclisti che impegnano le ben segnalate ciclabili. Il nostro arrivo avviene dopo le 18 e trovando chiuso l’ufficio del turismo, per noi importante punto di riferimento per la ricerca anche di alloggio, siamo costretti a peregrinare per oltre un’ora prima di trovare un B&B, peraltro in centro. Nel frattempo scatto qualche foto all’esterno della stazione ferroviaria, dove sono parcheggiate almeno un migliaio di biciclette. Con un paio di foto documento anche uno dei tre parcheggi sotterranei e gratuiti, riservati esclusivamente alle biciclette. Incredibile ma vero, l’Olanda è davvero il paese dei ciclisti;

4^ tappa – 20.6 MAASTRICHT (NL) – GRATHEM (NL) Km 59 (tot.306)

Al risveglio piove, è pacifico che oggi si pedalerà sotto l’acqua. Oggi non abbiamo fretta di partire perchè dobbiamo aspettare l’apertura dell’ufficio del turismo alle ore 10:00. Lì acquistiamo una guida generale delle reti ciclabili olandesi. Dovrebbe bastare. L’uscita da Maastricht si rivela abbastanza semplice, basta conoscere la direzione in cui si vuole andare e seguire la numerazione corrispondente alla ciclabile, senza distrarsi. Si pedala sotto una sottile pioggia, tipica di queste zone e mi meraviglio nel vedere uomini e donne che pedalano sotto la pioggia senza ombrelli ed in modo disinvolto. Vedendo la naturale confidenza che ha il popolo olandese con la pioggia, penso a quando mio cognato irlandese, qualche tempo fa, mi ha fatto notare che in Italia, quando le persone vengono sorprese per strada dalla pioggia, iniziano a correre, quasi fossero fatte di sapone! Ritorno con la mente al presente e noto che il fiume Mosa ed i suoi innumerevoli canali, fungono da confine naturale tra Olanda e Belgio. Bastano infatti pochi chilometri in una direzione, piuttosto che in un’altra e si passa continuamente da una nazione all’altra. Considerato che in questa area poco fuori Maastricht il fiume ha diverse anse, ecco spiegato il motivo per cui compaiono cartelli che segnalano il cambio di nazione. Ora comprendo anche il motivo per cui diverse abitazioni private ed edifici di Maastricht espongono la bandiera olandese. La pioggia continua a tenerci compagnia, ma si pedala piacevolmente. Mano a mano che i chilometri si sommano iniziamo a prendere confidenza con i simboli delle ciclabili olandesi. Dopo l’iniziale confusione dovuta alle difficoltà di interpretazione dei famosi KNOOPPUNT, tutto diventa più semplice. Si pedala con una buona media nonostante la pioggia. Le ciclabili sono lisce come panni da biliardo e prive di qualsiasi pendenza. Pedaliamo per oltre due ore sotto l’acqua, poi all’improvviso smette di piovere ed esce un pallido sole che in parte ci asciuga gli abiti. Facciamo una sosta per consultare la nostra guida e decidere in quale direzione dirigerci. Stiamo andando verso nord, ma non abbiamo una direzione precisa. Ci stiamo muovendo su un percorso indicato come “LF 7” che passa tra l’altro per Amsterdam, quindi viene abbastanza naturale pensare di andarci. In fondo, facendo un rapido calcolo, mancano circa 250 Km. Per raggiungere la Venezia del nord. Riprendiamo il nostro viaggio e dopo un’ora circa decidiamo di fermarci a Grathem. In fondo la pioggia che ci ha accompagnato per buona parte di questa giornata ci ha lasciato molta umidità addosso. Domani si riparte, speriamo nel bel tempo e nella voglia di macinare chilometri.. Amsterdam ci aspetta;

5^ tappa – 21.6 GRATHEM (NL) – BOXTEL (NL) Km 104 km (tot. 410)

Questa mattina è nuvoloso, non piove ma tira un vento fastidioso che ci accompagnerà per quasi tutta la tappa odierna. Si parte dopo una buona colazione e l’aver studiato ieri sera il percorso, mettendo assieme tutti i “knooppunt” ci aiuta ad individuare rapidamente le strade da percorrere. E solo iniziando il nostro viaggio odierno, ci rendiamo conto dell’importanza del lavoro fatto. Si pedala immersi completamente nella natura, attraversando enormi distese di campi coltivati , pascoli di mucche, pecore dal vello nero e cavalli. Tanti sono anche gli allevamenti di suini e polli. Quando le strade percorse entrano nei paesi, si notano le caratteristiche casette in pietra, con i soliti giardini curati in modo quasi maniacale. I paesi attraversati sono in realtà dei piccoli centri, niente palazzi, solo edifici che arrivano al massimo a due piani. Il vento e la temperatura bassa di oggi richiedono un consumo di acqua minimo. Per fortuna, perchè la mancanza cronica di punti dove rifornirsi di acqua potabile è un problema riscontrato anche qui in Olanda. A dire il vero si nota anche l’assenza di bar o pub, presenti solo nei grossi centri, come anche i negozi di generi alimentari. Il tragitto spesso ci porta a seguire le ciclabili che fiancheggiano per diversi chilometri, i tanti canali che scorrono in Olanda. Si tratta di vere e proprie vie di comunicazione. Spesso si incrociano piccole chiatte che trasportano merci, ma anche imbarcazioni private. Nelle darsene si possono notare barche private ormeggiate, sulle quali i proprietari vivono stabilmente, abbellite con vasi di fiori ed altri oggetti. Ci fermiamo in un parco pubblico nella frazione di Gerwen per il solito spuntino frugale e scambiamo due parole con una persona del posto. Decidiamo che oggi concluderemo la nostra giornata a Boxtel, che ci viene indicato essere un paese carino. Nell’individuarlo sulla nostra ciclo guida, ci accorgiamo che ha un ufficio turistico. Ci arriviamo appena in tempo, perchè chiude alle 16:00. La signora ci accoglie, anche se è l’orario di chiusura. Con qualche difficoltà dovuta ai prezzi decisamente elevati, riusciamo a trovare alloggio presso un B&B, due chilometri fuori paese. Lì non c’è la possibilità di cenare e la prospettiva di ritornare in paese alla sera non ci entusiasma, anche perchè sembra che debba piovere ancora. Ci concediamo una passeggiata nel centro storico. Il paese è piccolo, ma animato. E’ venerdì, sta per iniziare il fine settimana, i locali iniziano ad animarsi. Passiamo da un supermercato e ci organizziamo per cenare.. al sacco e poi raggiungiamo agevolmente l’alloggio. E’ veramente incantevole; le stanze sono arredate in modo sobrio, con gusto. Il proprietario è un anziano signore simpatico. Ci spiega che il B&B è un ex fattoria, come peraltro intuibile. Ci racconta che non si è mai sposato e che dopo essere andato in pensione ha convertito la fattoria in B&B. Ceniamo nella sala delle colazioni, chiudendo questa giornata a consultare carte stradali e guide turistiche;

22.6 – ESCURSIONE AD AMSTERDAM

Questo viaggio, come indicato in premessa, è iniziato all’avventura ed è stato inventato giorno per giorno, con la voglia di pedalare, ma non con una meta precisa. L’idea di andare ad Amsterdam è maturata negli ultimi due giorni, quando abbiamo visto che il nostro viaggiare ci stava portando in quella direzione. Considerato però che siamo quasi al giro di boa ed a breve dovremo invertire la rotta per iniziare il rientro in Lussemburgo, ieri sera dopo lungo conciliabolo ci siamo arresi all’idea di raggiungere Amsterdam in treno, da Boxtel. Complice la giornata di pioggia insistente e la mancanza di una guida per visitare la “Venezia del nord” con un certo criterio, ci siamo limitati a girovagare per quattro ore. Amsterdam è sicuramente una meta dove ritornare in futuro per una visita approfondita.

6^ tappa – 23.6 BOXTEL (NL) – HOOGSTRATEN (B) Km 88 (tot. 498)

Lasciamo il B&B con un cielo che non promette niente di buono, infatti dopo pochi chilometri una fitta pioggerellina inizia a scendere e ci terrà compagnia per buona parte della giornata, a momenti alterni, come il vento che soffia in modo fastidioso.. un’altra caratteristica dei Paesi Bassi. Oggi iniziamo ad invertire la rotta, per rientrare a Lultzhausen dove abbiamo lasciato l’auto. Si piega verso ovest, passando per Breda, dove arriviamo attorno all’ora di pranzo. Transitiamo per il centro storico dove ci fermiamo per mangiare qualcosa, approfittando della momentanea assenza di pioggia. Poco dopo l’uscita da Breda inizia un tratto incantevole in mezzo alla campagna, solcata da diversi corsi d’acqua serpeggianti e ricchi di flora e fauna. Sulle sponde qua e la dei pescatori trascorrono la domenica in un contesto sicuramente rilassante. Ogni tanto si incrociano ciclisti, podisti e coppie a passeggio. Sono convinto che da queste parti non conoscono lo stress! I chilometri si sommano senza fatica. E’ davvero piacevole pedalare immersi in questo spettacolo della natura. Si susseguono anche i pascoli, solcati da mucche e cavalli. Dopo aver percorso ben 485 chilometri ed essere rientrati nuovamente in Belgio, incontriamo la prima fontanella d’acqua potabile. La foto è d’obbligo! Percorriamo gli ultimi chilometri che ci separano dal paese dove abbiamo pensato di chiudere questa giornata, inseguiti da nuvole minacciose. Proprio dieci minuti prima dell’arrivo a Hoogstraten, veniamo investiti da un violento acquazzone. Riusciamo a trovare un riparo di fortuna dove indossare la giacca da pioggia ed attendere che cali un pò l’intensità della pioggia. Quindi percorriamo gli ultimi due chilometri fino a raggiungere il B&B che avevamo individuato. Da domani dovrebbero iniziare ancora i tratti con profili altimetrici che impegneranno le nostre gambe, il nostro fondoschiena e la nostra pazienza. Inizierà la tappa di avvicinamento alle Ardenne.

7^ tappa – 24.6 HOOGSTRATEN (B) – LEUVEN (B) Km 105 (tot. 603)

Al risveglio guardiamo fuori dalla finestra e.. piove! La classica pioggerellina sottile, la stessa che ci tiene compagnia da quattro giorni, pazienza. Ci rimettiamo in viaggio iniziando la fase discendente di questa esperienza. La guida delle ciclabili olandesi acquistata a Maastricht ci accompagnerà ancora per pochi chilometri. Per fortuna segnala i percorsi anche qui in Belgio, anche se per poco ancora. Poi ci affideremo alla classica carta stradale ed ai segnali che abbiamo imparato a riconoscere ed interpretare ..e non è stato semplice. Al chilometro 509 incontriamo il primo caratteristico mulino a vento da quando siamo partiti. Piccolo particolare ..questo mulino si trova in Belgio. Qualcuno lo avevo visto a distanza anche in Olanda, nel tratto percorso in treno. Ora invece è qui, a pochi passi ed ovviamente ci scappa la foto di rito e poi di nuovo in marcia. Si continua a pedalare immersi in un contesto paesaggistico di straordinaria bellezza, nella quasi totale assenza di mezzi a motore, attraversando quasi esclusivamente strade secondarie. I pascoli e le fattorie si alternano a campi coltivati ad ortaggi, piante cerealicole e da ornamento. Oggi ho visto per la prima volta, presso un’azienda, un distributore automatico di cestini di fragole. In tarda mattinata arriviamo a lambire Malines. All’uscita dalla città, dopo qualche indecisione dovuta alla mancanza di una ciclo guida, imbocchiamo la ciclabile che scorre lungo un canale. Ci fermiamo per uno spuntino e chiediamo conforto ad una paio di persone che stanno passeggiando; dovremmo essere sulla strada giusta. Alla fine ci renderemo conto, dopo aver percorso diversi chilometri assaliti dai dubbi, che è andata bene. La tappa di oggi si conclude a Leuven, dove arriviamo nel primo pomeriggio dopo aver percorso 105 chilometri. L’orario ci consente di trovare l’ufficio del turismo aperto e di prenotare una stanza presso l’ostello della gioventù. Il centro di Leuven è molto bello ed animato da diversi turisti e giovani ragazzi. Scopriremo più tardi che è una cittadina universitaria. Gli edifici del centro storico sono spettacolari ed hanno forme ed architettura tipiche di queste zone. L’ostello si trova alle spalle della stazione ferroviaria e prima di arrivarci entriamo invano in un paio di librerie alla ricerca di guide ..niente da fare. Dopo cena ci concediamo un’altra passeggiata nel centro storico. La piazza principale è piena di locali affollati, la maggior parte degli avventori sono giovani universitari. Anche in questo momento sta piovendo e la temperatura non è per niente gradevole. E le previsioni per i prossimi giorni non sono buone ..uffa.

8^ tappa – 25.6 LEUVEN (B) – NAMUR (B) Km 95 (tot. 698)

Il sole è nascosto in un mare di nuvole, ma c’è. Dopo colazione una rapida consultazione delle carte stradali, da cui comprendiamo chiaramente che in mancanza di materiale adeguato è difficile uscire dalla città e trovare la direzione giusta per il viaggio di oggi. Facciamo l’ultimo tentativo in un’altra libreria, almeno per trovare una guida sulle ciclabili locali. Niente, non va bene nemmeno stavolta. Da quello che abbiamo capito, essendo il Belgio uno stato confederato, noi abbiamo bisogno delle guide ciclo turistiche della Vallonia, ma qui siamo ancora nelle Fiandre. Quindi niente materiale. Lasciamo Leuven leggermente incazzati per questo dato di fatto che ci penalizza. L’uscita dalla città, come previsto, non si rivela per niente facile. Dopo qualche incertezza individuiamo il segnale della ciclabile “LF2” che cercavamo e seguendolo con attenzione tipo caccia al tesoro, soprattutto negli incroci, usciamo da Leuven. Alzando gli occhi al cielo sembra proprio che oggi il tempo ci debba assistere. Dopo circa 15 Km si profila un paesaggio con dolci colline. Il profilo altimetrico inizia ad impennarsi, ma le salite per ora sono morbide e piacevoli. Dopo aver percorso circa 25 Km guardando la carta stradale ci accorgiamo che siamo sicuramente diretti a sud, ma verso ovest, mentre noi dovevamo seguire la direzione sud/est. Praticamente il segnale “LF2” seguito per uscire dalla città, porta nella direzione opposta rispetto a quella che noi dobbiamo seguire. Ritorniamo indietro di qualche chilometro fino ad individuare il segnavia “RANDVELO 6” che va comunque bene per noi. Con pazienza e senza perderci d’animo riprendiamo il nostro cammino. Ogni tanto, soprattutto negli incroci più importanti, ci fermiamo un attimo per interpretare in modo corretto i segnavia; capita infatti che siano posizionati in modo equivoco. Per fortuna, per capire la direzione da prendere, ci viene in aiuto la vecchia e cara carta stradale. Mentre peregriniamo per trovare la strada giusta, sulle nostre teste, in mezzo alle nuvole, sentiamo il rumore degli aerei che si sono alzati in volo dall’aeroporto di Bruxelles. Per un attimo penso che se fossi su un volo diretto ad Orio al Serio, sarei a casa in due ore, invece di impazzire a trovare le strade da percorrere in bici, in Belgio. Ma è solo un pensiero, che scompare alla stessa velocità con la quale gli aerei scompaiono all’orizzonte. Le cose si sistemano presto e riusciamo ad individuare definitivamente la giusta direzione da seguire. A 30 Km circa da Namur imbocchiamo una bella ciclabile che utilizza un vecchio tracciato ferroviario. E’ tutta dritta e si pedala con piacere. L’arrivo a Namur avviene nel tardo pomeriggio, ma comunque in tempo per passare dall’ufficio del turismo alla ricerca di un alloggio. Niente ostello, è al completo. Ci prenotano un B&B ma al nostro arrivo scopriamo che si tratta di un affitta camere. Dormiamo in casa di una coppia di signori anziani occupando una stanza con due letti. E’ sicuramente utilizzata da qualcuno della famiglia. Lo si capisce da come è arredata e dagli effetti personali che la riempiono. Si tratta sicuramente di una stanza utilizzata dai nipoti dei proprietari. Dopo cena tour del centro di Namur. Bei locali affollati, tanta gente a passeggio, ma nulla a che vedere con Leuven;

9^ tappa – 27.6 NAMUR (B) – NASSOGNE (B) Km 88 (tot. 786)

Ci svegliamo con un bel sole ed il cielo limpido, alla faccia delle previsioni seguite ieri alla TV belga; il modo migliore per iniziare il nostro nono giorno in bici. Dopo colazione ci congediamo dalla signora del finto B&B e ci immettiamo senza difficoltà sulla “RV2”, che per il primo pezzo è in comune con la “RV6”, la strada che dovremo percorrere nella tappa odierna. Namur, capitale della Vallonia, sorge sulle rive del fiume Mosa che divide in due la città. Quindi uscire da Namur si rivela estremamente semplice; basta seguire la ciclabile che corre a fianco al fiume. Uscendo dalla città il paesaggio migliora, diverse abitazioni anche di pregio, tutte rigorosamente con il giardino ben curato, si affacciano direttamente sul fiume, separate solamente dalla pista ciclabile. Incontriamo diversi gruppi di anatre che circolano liberamente invadendo la sede della ciclabile. Si vede che sono abituate alla presenza dell’uomo perché non hanno timore ad essere avvicinate, seppur ad una certa distanza. Anche i germani reali non fanno una piega al passaggio dei ciclisti o delle persone a piedi. Da noi volano subito in acqua. Il nostro percorso si snoda per circa 15 Km sulla sponda destra della Mosa, per poi piegare decisamente verso l’interno, dove ci attendono le salite delle Ardenne, abbandonando definitivamente il fiume. Già la prima salita verso Mont è un biglietto da visita che ci fa capire cosa ci attende oggi. Lentamente si sale, per poi scendere e salire nuovamente. D’ora in avanti, fino alla conclusione di questa giornata, sarà sempre così. Attraversiamo minuscoli paesi che sembrano macchie di colore scuro perse nei colori di questa bella natura. Da queste parti ci sono tante aziende agricole con allevamenti bovini e campi coltivati principalmente ad orzo. Qua e la spuntano bellissime macchie rosse di papaveri che spiccano nel verde dei campi. Il cielo ora è prevalentemente coperto e ci sono circa 15 gradi; un po’ poco per essere alla fine di giugno. Pietro ha calcolato che la tappa odierna avrà una lunghezza di circa 80 Km. Più tardi ci accorgeremo che c’è stato un errore di calcolo. Attorno alle 13:00 dopo aver percorso poco meno di 50 Km ci fermiamo per uno spuntino veloce. Guardando il cielo ci rendiamo conto che non è il caso di attardarci ed incrociamo le dita nella speranza che non piova. Si prosegue sempre con continui saliscendi, alcune salite si rivelano impegnative, con punte che il navigatore a mezzo servizio di Pietro calcola attorno all’11 – 12 %. Considerato il peso dei bagagli, la fatica delle salite si fa sentire. Per fortuna con la cartina reperita ieri all’ufficio turistico di Namur non abbiamo difficoltà a trovare le strade giuste, a parte qualche piccola incertezza in qualche incrocio dove, a nostro parere, i segnavia sono collocati in modo approssimativo. Oggi è la penultima tappa di questo viaggio avventuroso, costruito a tavolino giorno per giorno. E’ previsto che si arrivi a Champlon, dove c’è un ostello della gioventù. Ma dopo aver percorso 88 Km con alcune salite davvero sfiancanti, ci accorgiamo che la distanza del paese è maggiore rispetto ai nostri calcoli. Ci troviamo all’altezza di Nassogne e nell’affrontare la discesa che porta al paese passiamo a fianco a quello che scopriremo essere l’unico alloggio con annesso ristorante di questo minuscolo paese. E’ arrivato il momento di fermarci e così sarà. Il prezzo della stanza è un po’ elevato ma come detto, in zona non ci sono alternative. Dopo una doccia che lava via anche la stanchezza della giornata, si riposa un paio d’ore. Ceniamo nel ristorante dell’albergo; oggi Pietro compie gli anni ed offre la cena. Auguri Pietro!

10^ tappa – 28.6 NASSOGNE (B) – LULTZHAUSEN (L) Km 73 (finali 859)

Quando suona la sveglia, guardando fuori dalla finestra, mi rendo conto che la strada è bagnata ed il cielo denso di nubi minacciose. Forse oggi pedaleremo sotto l’acqua, con la differenza che quella che scende da queste parti, nelle Ardenne, non è la stessa acquerugiola dell’Olanda. Pazienza, anche oggi non possiamo fare altro che sperare nella buona sorte, che tutto sommato finora ci ha voluto bene. Dopo colazione si parte e per fortuna la pioggia rimane al momento solo una minaccia che incombe sulle nostre teste. Già da subito ci aspetta una lunga salita, non impegnativa dal punto di vista della pendenza, ma comunque lunga poco meno di cinque chilometri. Poi si scende verso Champlon, dove transitiamo davanti all’ostello che doveva essere il punto di arrivo di ieri. Si prosegue con i soliti saliscendi, ma oggi tutto sommato le salite sono meno impegnative di quelle affrontate ieri.. o forse oggi le gambe girano meglio. Già da Champlon iniziamo a percorrere in senso inverso le strade percorse all’andata, dove ricordiamo chiaramente di aver fatto confusione perché ancora non conoscevamo il segnavia giallo/blu, simbolo della “RAND VELO” e comunque non avevamo materiale cartografico. Così ci rendiamo conto che all’andata abbiamo allungato di qualche chilometro questa parte del percorso. Poco male. Intanto il tempo regge e ci avviciniamo a Bastogne, dove giungiamo attorno a mezzogiorno. Breve tappa in un piccolo supermercato per prendere qualcosa da mangiare, anche per il viaggio di rientro in Italia di domani. Sosta sulla rotatoria principale della città, ornata con disegni in ferro battuto che celebrano la classica del ciclismo: “Liegi / Bastogne / Liegi”. Poi si riprende il viaggio verso il vicino Lussemburgo, percorrendo in senso inverso la bella ciclabile “Bastogne – Wiltz”. La percorriamo rapidamente, anche perché la leggera pendenza questa volta è a nostro favore. Giunti a Wiltz in Lussemburgo, pedaliamo gli ultimi chilometri che ci separano dall’ostello di Lultzhausen, dove tutto è iniziato. Nel percorrere nuovamente il ponticello che unisce le due sponde del piccolo lago, ci fermiamo per immortalare la fine di questo viaggio con due foto ed una ripresa video.

NOTE:

Quello che si conclude oggi è stato davvero un viaggio / avventura pieno di incognite, inventato giorno per giorno la sera in camera, disponendo di poco materiale da consultare. Dalla nostra parte soprattutto la voglia di pedalare incontro al mondo, accettando con spirito le incognite o le sorprese che potevano presentarsi. E alla fine è andato tutto bene, non abbiamo avuto alcun guasto meccanico alle bici, a parte l’unica foratura. Nessun acciacco, nessun malanno fisico ed anche il tempo tutto sommato ci ha sorriso, a parte qualche momento. Una nota di demerito la devo fare in generale agli uffici del turismo belgi; almeno a quelli che abbiamo incontrato noi, per le ragioni già espresse in merito al materiale cartografico di cui avevamo necessità. Alla fine ci siamo arrangiati facendo di necessità virtù. Ultima nota dolente: l’assoluta mancanza di fontanelle dove potersi approvvigionare di acqua potabile. Noi abbiamo pedalato solamente le prime due tappe con il caldo, poi il cielo è sempre stato coperto, oppure è piovuto e comunque le temperature di questa pazza estate sono decisamente basse (oggi 12 gradi!). Ma se avessimo pedalato sotto il sole o con temperature elevate sarebbe stato un problema, anche con la doppia borraccia. Gli alloggi utilizzati (ostelli – B&B ed Hotel), sono stati confortevoli, a parte l’affittacamere di Namur spacciato per B&B. Mediamente siamo riusciti a spendere 50 / 60 euro al giorno per l’alloggio con prima colazione e la cena, in posti non eccessivamente cari.

Commenta