TARVISIO (ITA) &gt ;MAR NERO (DRUM BUN)

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ASSETTO: Borse Laterali

AREA: Europa

PAESI: Bulgaria, Croazia, Italia, Romania, Serbia, Slovenia, Ungheria

PARTENZA: TARVISIO

ARRIVO: COSTANZA

DATE: Dal 01/06/2008 al 12/07/2008

DURATA: Da 11 a 20 giorni

KM TOTALI PEDALATI: 2200

GIORNI PEDALATI: 20

STERRATO: 0 %

ASCESA TOTALE: 0 mt

QUOTA MASSIMA: 0 mt

PARTECIPANTI: 2

BAMBINI: NO

BUONO A SAPERSI

  • Diario originalmente pubblicato sul vecchio sito del cicloviaggiatore da Diego T. in data  20 Febbraio 2010
    Ultimo Aggiornamento: Lunedi, 19 Novembre 2012

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DORMIRE / MANGIARE / BERE

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Diario originariamente pubblicato sul vecchio sito del cloviaggiatore – questa sezione non è stata riempita

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NOTE PERCORSO

VIAGGIO 2008

VILLACH > COSTANZA mar nero km totali 2200

via Drava > Danubio > mar Nero

DRUM BUN (buon viaggio)

appunti di dietor elaborati da Silvia

clicca qui per le foto:

http://www.youtube.com/watch?v=E6tbTdLj9YI&feature=youtu.be

-spesa viaggio:totale 1250 euro ,gg viaggio 29,spesa media giornaliera 43 euro

GLI IMPERDIBILI

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Diario originariamente pubblicato sul vecchio sito del cloviaggiatore – questa sezione non è stata riempita

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TARVISIO (ITA) &gt ;MAR NERO (DRUM BUN)

1) Sabato14/6 Brescia>Klagenfurt (A) (km 88) (ore 1.45 – 15.00)

Siamo partiti in orario con il treno, facciamo una sosta di due ore a Verona, c’è tanta polfer, ci chiedono i biglietti, sarà l’unica volta in 2.000 km e 6 paesi. Il clima non è clemente fa freddo e piove. A Mestre proviamo a fare i biglietti per Villach direttamente ma non è possibile. Facciamo fatica a caricare le bici sul treno per Tarvisio. Scendiamo a Tarvisio Boscoverde e iniziamo a pedalare seguendo la strada normale poco trafficata. Cerchiamo invano i cartelli che indicano la Ciclovia dell’ Alpe Giulia dopo bella discesa incontriamo i primi cartelli Drauradweg, Piove ancora facciamo la sosta pranzo a Villach mangiamo pesce poi andiamo all’ufficio del turismo qui troviamo la cartina della Drauradweg e decidiamo di proseguire fino Klaghenfurt. Prima seguiamo la Drava poi deviamo per Worthersee, zona di turismo ricco. Piove ancora, pedaliamo veloci sul lago fino Klaghenfurt. Arriviamo stanchi, c’è poca gente in giro, troviamo l’albergo indicato dalla guida, è un pò caro ma gli altri sono tutti pieni colpa del footbal, per cui non abbiamo scelta. Facciamo un giro per la cittadina dove troviamo tanti maxischermi e poca gente. Ceniamo allo stand polacco ma continua a piovere e fa freddo quindi torniamo subito in albergo.

2) Domenica 15/6 Klaghenfurt>Lavamund (km 87)

Ci svegliamo col sole, facciamo una colazione abbondante e decidiamo di seguire strada per Volkermarkt. C’è poco traffico di domenica,deviamo per St.Kantian, la terra di San Valentino, poco più avanti ritroviamo la Drava. Inizia la salita fino ai laghi di Kloneinersee, il posto è turistico molto bello. Lungo la strada incrociamo piccoli paesi e tanto verde. A Bleibourg deviamo una su strada secondaria che passa attraverso i boschi. Torniamo sulla pista che segue la strada poi scendiamo verso Lavamund. Troviamo per caso il ponte ciclabile sospeso più alto d’Europa, lo attraversiamo: emozionante. Pasteggiamo con gli avanzi della colazione. Bella la discesa su strada a Lavamund dove pensavamo di fermarci per la notte ma siccome è presto proseguiamo per Dravograd. Proseguiamo sulla pista ciclabile fino al confine con Slovenia. Arriviamo a Dravograd. Il paese è piuttosto triste, l’hotel caro e piuttosto squallido quindi decidiamo di tornare indietro, a Lavamund dove troviamo una gasthaus con camera vista Drava. Ceniamo abbondante e beviamo dell’ottima birra. Dopo cena facciamo un giro per il paese. Incrociamo una casa “invasa” da nani da giardino è molto buffa. Rientriamo in camera domani comincia vera avventura.

3) Lunedì 16/6 Lavamund>Maribor (km 76) (ore 9.10 – 14.00)

La mattina ci presenta un cielo molto nuvoloso ma non piove. Arriviamo tardi a colazione e gli altri ospiti hanno già mangiato tutto. Riprendiamo la pista fino Dravograd, attraversiamo la Drava. La pista ciclabile è indicata con numeri, inizia a salire leggermente, è una parte panoramica poi entriamo nel bosco e inizia lo sterrato. Il fondo è buono poi man mano peggiora causa le piogge fino a divenire piuttosto disastrato. I tratti in salita li facciamo a piedi incontriamo un cicloviaggiatore tedesco a piedi col carretto a rimorchio ci chiede delle informazioni ma non capiamo per cui ci salutiamo e prosegiuamo. A Trbonje si scende verso il fiume, il sole è caldo. Troviamo le indicazioni per la Drauradweg fino a Muta, una zona agricola, poi le indicazioni diventano imprecise così decidiamo di seguire la strada che è poco trafficata e costeggia il fiume, I camionisti gentili ci superano larghi. Passiamo piccoli paesini e il cielo si riempie di nuovo di nuvole e ricomincia a fare freddo. Facciamo una sosta per fare la spesa per il pranzo. Incontriamo varie dighe, verso Maribor aumenta il traffico. La gente ci guarda un po’ curiosa, Arriviamo a Maribor città attraversata da tante piste ciclabili, tanti giovani e bici ovunque. All’info turistico ci consigliano un discreto albergo ad un buon prezzo. Facciamo la doccia e usciamo a fare un giro in centro. La città è bella e viva, facciamo shopping e passeggiamo sul lungo Drava. Facciamo un aperitivo con vino locale e ceniamo in pizzeria col menu per studenti. Maribor è molto bella di sera tutti guardano football.

4) Martedì 17/6 Maribor>Varazdin (Croazia) (km 78) (ore 9.10 – 14.00)

Ci svegliamo di buon ora e facciamo una colazione abbondante in compagna di signore americane oversize in gita, Il cielo è nuvoloso e fa freddo. Decidiamo di seguire la strada gialla secondaria che risulta essere un’ottima scelta. Scopriamo che esiste un percorso ciclabile segnalato per Ptuji, è una bella strada poco trafficata, con casette tipo Austria, giardini curati molto ordinati, sembrano seconde case nella valle della Drava. Arriviamo a Ptuji, una bella cittadina di origine romana che sorge accanto al fiume è ben tenuta. Facciamo una breve sosta all’ufficio informazioni. Poi ripartiamo seguendo il percorso ciclabile poi prendiamo la strada secondaria in mezzo al verde senza traffico. La zona è poco popolata, attraversiamo la Drava, visitiamo al castello romano. La frontiera croata è molto tranquilla solo qualche camion. Dopo la frontiera per noi la strada è nuova, incontriamo paesini nella campagna con pista ciclabile a fianco della strada. Facciamo una sosta per uno spuntino. Gli ultimi 20 km li facciamo sulla ciclabile a fianco della strada principale, sono noiosi, con sole e caldo. Arriviamo a Varazdin dove stanno rifacendo la pavimentazione quindi regna un po’ il caos. Con l’agenzia privata segnalata dalla guida troviamo in affitto un appartamento a un buon prezzo. La cittadina è barocca. All’ufficio del turismo una ragazza molto gentile e paziente, che non parla italiano, ci aiuta nella ricerca del percorso e degli alberghi per prossime tappe. Non troviamo le cartine ma qualche informazione per le prossime soste. Piove, beviamo vino, visitiamo la città e il castello. Ci sono tante bici e tanti giovani universitari. Incontriamo anche un superpoliziotto con bici d’ordinanza. Prima di cena facciamo un briefing per la tappa di domani, poi andiamo in locale per studenti, dopo una buona birra facciamo un passeggiata poi andiamo a letto.

5) Mercoledì 18/6 Varazdin>Durdevac (km 96) (ore 8.00 – 14.00)

Durante la notte sentiamo il passaggio di un temporale. Al mattino troviamo le bici bagnatissime e scende ancora una leggera pioggia. Facciamo colazione al bar e seguiamo le indicazioni che ci hanno dato all’ufficio del turismo: strada principale fino Zamlaka poi deviazione verso Drau. La strada attraversa una pianura fluviale. Ci passano a fianco camion carichi di ghiaia e in cielo incombono grossi nuvoloni neri. Incontriamo un villaggio di zingari, un ponte sulla Drava, poi seguiamo la strada, che non indicata su carta, lungo il canale, incontiamo un lago enorme, che in realtà è un allargamento del fiume, pedaliamo fino a Legrad confluenza Mur-Drau. Ritroviamo le indicazioni Drauradweg, ma ormai esperti preferiamo le strade gialle secondarie. Attraversiamo Hlebine zona di pittori naif; a Molve ci salutano in italiano, un barista simpatico (con macchina per gelato prodotta in italia) ci sconsiglia di andare in Serbia, incrociamo ancora fattorie di zingari; arriviamo a Durdevac dove troviamo hotel lussuoso ma con buon prezzo. Il direttore ha studiato a Perugia si chiama Islam ed è molto disponibile e gentile. Silvia approfitta del wellness. Ci spiegano che siamo al confine tra due province e cambiando provincia cambiano i cartelli drauroute ora sono gialli. In paese non c’è quasi nulla quindi ceniamo nella gostionica dell’albergo. Una cena mediocre con camerieri imbranati. Il direttore è sempre molto impegnato e presente. Facciamo una passeggiata in paese ci case sono nuovissime vicino a case diroccate con animali in cortile. Passiamo una bella serata tranquilla andiamo a letto presto. Le bici sono al sicuro in albergo. Domani prima tappa in Ungheria.

 

6) Giovedì 19/6 Durdevac>Pecs (Ungheria) (km 120) (ore 8.00 – 15.00)

Ci svegliamo con un cielo limpidissimo. Facciamo colazione poi salutatiamo il direttore Islam che si rende ancora molto disponibile ci da il suo n° di telefono personale e ci dice che possiamo chiamarlo per qualsiasi cosa anche dalla Serbia. Prendiamo la strada normale per Barcs, Ungheria, il traffico è abbastanza intenso ma i camionisti sono sempre gentili e allargano molto le loro traiettorie quando ci sorpassano. I paesotti sono pieni di gente; deviamo verso la campagna in direzione Busetina, siamo in Pannonia. Sotto un sole caldo attraversiamo la frontiera sulla Drau. I doganieri sono gentili e stupiti di vedere turisti italiani in bici. Prendiamo l’autostrada per Pecs il transito è vietato alle bici ma chissene…ci fermiamo in un paesino per cambiare moneta ma il bancomat non funziona, scopriremo poi che a non funzionare è la carta di silvia, così chiamiamo la sede centrale della banca ma non risolviamo il problema allora utilizziamo il mio bancomat col quale preleviamo senza problemi. Passiamo per piccoli, il caldo è notevole e ci costringe alla sosta ad ogni fontana che incontriamo. In negozietto ci fermiamo per farci fare un panino poi proseguiamo lungo la strada poco trafficata fino Szigetvar. Il paese è piuttosto grande ha un centro artistico ed è abbastanza turistico. Con un caffè festeggiamo i primi 500 km poi con Silvia davanti percorriamo circa 30 km di una strada lunga noiosa resa faticosa dal caldo. Il traffico aumenta in prossimità della città, ci sono tanti centri commerciali in periferia che la fa assomigliare alle città italiane. Il centro città è pedonale e andiamo all’ufficio del turismo per chiedere info per un alloggio. Optiamo per un piccolo hotel abbastanza economico che stanno ristrutturando. Facciamo un giro in centro: la città è barocca, nella bella piazza centrale si sta svolgendo il festival del folklore. Beviamo tanta birra e mangiamo negli stand allestiti per l’eventi. Andiamo a letto presto. Domani è prevista una tappa corta per goderci le terme.

7) Venerdì 20/6 Pecs>Harcany (km 48) (ore 8.15 – 12.30)

Partiamo subito dopo aver fatto colazione Il traffico è piuttosto intenso all’uscita dalla città: camion con carretti e auto. Saliamo sulle colline ma nonostante le scarse indicazioni riusciamo a trovare una strada secondaria. I campi di mais all’infinito, sole e caldo. A Ujpetre deviamo per Villany zona di cantine e vino. La zona è bella ci sono piccoli paesini, case piccole, cantine nuove, finanziate dalla comunità europea, ma è tutto chiuso. Poi torniamo sulla strada principale, traffico, camion, caldo, Silvia è inkazz… A Siklos vediamo una moschea poi torniamo sulla pista ciclabile fino a Harkany. Il campeggio è brutto e sporco così l’infotour ci trova una camera privata. Il pomeriggio lo passiamo alle terme con acqua sulfurea. La struttura è datata ma carina. Abbiamo cenato bene in piccolo ristorante con tanti anziani qui per le cure.

8) Sabato 21/6 Harkany>Vukovar (km 115) (ore 7.30 – 13. 30)

Salutiamo la gentile signora che ci ha affittato la camera e andiamo a fare colazione in pasticceria, La strada per Donji Miholijac è tranquilla. Alla frontiera ungherese troviamo la polizia privata ma non abbiamo problemi. La strada per Valpovo è poco trafficata passa per paesi piccoli poi per errore prendiamo uno svincolo per la superstrada così ci ritroviamo in mezzo a camion e auto. Osijek è una grande città. Il centro è movimentato e sono presenti ricordi della guerra. Ci sono molti localini e la pista ciclabile lungo la Drau. Beviamo un caffè osservando la gente che fa il bagno. Fa caldo. Ripartiamo in direzione Sarvas. L’itinerario ciclabile è la confluenza Drau-Donau. Ci sono cartelli della Drauroute e quelli che indicano “attenzione mine”. I campi sono quasi tutti coltivati a frumento. Fa caldo a Dalj divoriamo un gelato rinfrescante. Un ciclista locale ci fa i complimenti poi la strada prosegue dritta e noiosa fino Borovo. Ritroviamo il Donau con le sue chiatte. L’ingresso a Vukovar, sul Donau, ci rattrista case distrutte dalle bombe, case disabitate e la piazza con i crateri dell’ artiglieria testimoniano la guerra che ha scosso queste terre. Anche l’albergo che scegliamo porta i segni del periodo bellico ha i buchi di proiettili nel portone d’ingresso. La camera al quinto piano ha la vista sul Donau. C’è una scolaresca in gita. Riposiamo per riprendere forze poi visitiamo la città. Dopo lungo peregrinare troviamo ristorantino carino a 30 mt dall’hotel direttamente sul fiume. Abbiamo mangiato bene, bevuto molta birra e speso poco. Al tramonto alcuni ragazzini fanno il bagno, nel fiume.

9) Domenica 22/6 Vukovar>Novi Sad (km 81) (ore 7.00 – 14.00)

La colazione è scarsissima con un cameriere invadente, l’ascensore non esiste così ci facciamo cinque piani a piedi con bagagli. Facciamo un giro nella città deserta poi visitiamo il cimitero tante sono le croci dei morti è angosciante. Proseguiamo il nostro viaggio prendendo una strada di campagna coltivate con viti e frumento. Ancora cartelli di attenzione mine. Il fiume è vicino ma non si vede, improvvise e ripide discese ci portano dentro a piccoli paesini che sembrano vuoti poi salite ripide ci riportano fuori. La fatica inizia a farsi sentire poi comincia a fare caldo. I continui saliscendi ci portano a Ilok una bella cittadina sul confine con castello in rovina e vista sul Danubio. La gente è tutta a messa, prendiamo un caffè ma siamo già stanchi e decidiamo di prendere una strada secondaria gialla per evitare traffico ma errore oggi è domenica. Mentre saliamo verso confine con Serbia vediamo le ciminiere di Backa Palanka. La polizia serba è gentile e ci dice “ancora saliscendi” e ci consiglia la strada principale m  a io da furbo decido di proseguire. Nestin, il primo paese serbo, è molto campagnolo, ovviamente le strade sono devastate dai lavori in corso. Buche e salite  rendono la pedalata dura. Ci rinfreschiamo alle fontane ma non abbiamo dinari, dobbiamo ancora cambiare moneta. Lunga strada assolata, attraversiamo zona turistica con casette di vacanza sul fiume, procediamo lenti, stanchi e accaldati. Vediamo le prime indicazioni in cirillico di Novi Sad, poi incontriamo una grande cava, un ponte e la tangenziale. C’è una lunga strada trafficata ma non vediamo la città. Dopo una salita ripida troviamo un bancomat cambiamo e adesso possiamo comprare della frutta e fare piccola sosta sulla strada. Poi ancora salita e sbuchiamo sull’ autostrada. Silvia decide di proseguire e prendiamo uno svincolo e ci ritroviamo in galleria. Usciamo su un ponte nuovissimo con davanti la città: grattacieli, più sotto il Donau con le barche, poi Novi Sad grandissima. I serbi sono gentili e troviamo un albergo in centro un pò decadente ma maestoso. Ci riposiamo poi facciamo un giro in spiaggia. C’è tantissima gente sembra Gardaland. Ci beviamo una meritata birra e mangiamo del pesce fritto, fritto con chissà quale olio lo digeriremo il giorno dopo. In centro c’è un concerto hard rock ci sono tanti giovani tiriamo a fare tardi bevendo birra tanto domani avremo una giornata di meritato riposo.

10) Lunedì 23/6 Novi Sad

Ci svegliamo tardi e facciamo colazione in albergo. Il cameriere è molto impostato stile statale. Dobbiamo decidere la strada per domani quindi andiamo all’ufficio del turismo alla ricerca di informazioni. Una signora gentilissima che parla italiano, per la nostra gioia, ci da informazioni sul treno che carica le bici per Belgrado. Per accorciare tappa ed evitare le salite, la signora contatta un delegato dell’associazione ciclistica serba, che ci invitano a casa loro. Sono gentilissimi con loro parliamo tarzan-englisc (io tarzan tu cita), ci fotocopia tutto il percorso fino al mar Nero da cartina tedesca molto dettagliata con punti sosta ecc. poi ci offrono caffè e pasticcini. Sono veramente molto gentili, ci parlano del matrimonio della loro figlia e della vita a Novi Sad. Torniamo in albergo stanchi ma con le idee più chiare. Ci riposiamo poi usciamo nuovamente per una passeggiata poi ceniamo nei chioschetti e beviamo birra. Le ragazze locali che si mettono in mostra sono tante e belle.

11) Martedì 24/6 Novi Sad>Belgrado (treno)>Smederevo (km 65)

La colazione è triste come quella di ieri. Il treno parte alle 10 ma arriviamo in stazione presto per capire bene come funziona il trasporto bici. Per i biglietti non abbiamo problemi ma dobbiamo affidare le bici a un dipendente delle ferrovie che le porterà in un magazzino della stazione. Siamo un po’ preoccupati anche se il personale è gentile e ci capiamo. Il viaggio è faticoso, fa caldo e il vagone affollato. Arriviamo a Belgrado che si rivela una metropoli. La periferia, dal treno, appare desolata e con tante baracche. Alla stazione ritroviamo le bici sul treno, l’organizzazione è perfetta o quasi…il portapacchi si è spostato, dovevamo togliere le borse, ripartiamo nel traffico della città ma troviamo facilmente la direzione per il ponte. C’è davvero molto traffico pesante, usiamo corsia del bus e usciamo dalla tangenziale a Starcevo. Ovunque ci sono raffinerie, fabbriche e grandi industrie poi poco alla volta più ci allontaniamo dalla metropoli i paesi si fanno piccoli, con strade secondarie acciottolate. Il sole e caldo ci fiaccano. Compriamo frutta e beviamo molto alle fontane. Il portapacchi si muove. Attraversiamo il Donau ,con un grande porto, in vista di Smederevo. Il portapacchi continua a scivolare e ci costringe ad una riparazione al volo. C’è un giardiniere che taglia erba vicino a noi ma non ci degna di uno sguardo, chissà cosa pensa. La riparazione è fatta e ripartiamo. L’albergo in centro è in ristrutturazione così un taxista ci accompagna all’hotel Zar che ovviamente è in salita. L’albergo è di lusso adatto a uomini d’affari ma c’è l’aria condizionata che con questo caldo è un piacere. Riparo la bici e spero che la nuova modifica sia definitiva. Mangiamo bene in hotel poi facciamo la passeggiata serale. Il centro storico è vicino al fiume mentre la parte nuova è in collina vediamo tante casette e baracche di operai che lavorano nelle fabbriche vicine. Sembra campo rom con gente simpatica per la strada. Ci perdiamo e poi ci ritroviamo.

12) Mercoledì 25/6 Smederevo>Veliko Gradiste (km72) ( 7.30 – 11.30)

Oggi colazione abbondante! Partiamo sempre più presto per cercare di evitare il caldo. Chiediamo alcune informazione sul percorso migliore. Seguiamo la strada grande con poco traffico verso il complesso industriale Serbia Steel. Le strade sono malmesse e attraversano quartieri di baracche di operai. Attraversiamo il ponte sulla Morava. Ci fermiamo in un officina e tentiamo di gonfiare le gomme ma non c’è abbastanza pressione per le nostre “spezial gom” come le chiama il gommista incredulo ma molto gentili. Un lungo rettilineo costeggia Pozarevac, vasti campi coltivati e di tanto in tanto incrociamo stazioni di servizio nuovissime. Nei paesini case lussuose si alternano a  baracche, vediamo qualche motel. Il caldo inizia a farsi sentire. La strada è un continuo saliscendi fortunatamente leggero poi arriva pianura. Troviamo una sorgente con stella rossa e una famiglia in picnic. Arriviamo a V.Gradiste località turistica sul fiume Donau, sembra un lago immenso. Ci sono tanti negozietti dove facciamo spesa e uno spuntino. C’è il porto con chiatte romene e bulgare. L’unico hotel è a 2 km dal paese è statale e piuttosto triste e affollato. Silvia ha buttato le carte degli altri hotel. Anche il portapacchi di Silvia ha un problrma e ci fermiamo a sistemarlo. Molti turisti fanno il bagno nel fiume e sull’altra riva vediamo i Carpazi, nella zona stanno costruendo resort nuovissimi, tanti baretti con tanto personale ma la gestione è statale. Troviamo un ristorante privato, il menù è scritto solo in serbo. Mangiamo grill e salade, abbiamo speso poco. Passeggio tra le rane e non ci sono  zanzare. Domani affrontiamo le Porte di Ferro.

13) Giovedì 26/6 Veliko Gradiste>Donji Milanovac (km 84) (7.30 – 12.30)

Ci svegliamo presto anche oggi. La colazione triste. Fuori c’è il sole e il percorso è segnalato con cartelli europei. Prendiamo una strada secondaria per Golubac. I paesini sono piccoli e la strada è frequentata anche da oche e mucche. Costeggiamo dei cimiteri con tombe-appartamento veramente enormi con lapidi nuove per ogni anniversario. Poi arriviamo ad una zona turistica con delle belle ville, stile un po’ austriaco, alternate a baracche. Ill Donau è veramente grande. Dopo Golubac incontriamo i resti della fortezza romana che proteggeva l’occidente dalle invasioni, le mitiche Porte di Ferro. C’è pochissimo traffico così possiamo fare foto di rito in tranquillità. Il posto è molto suggestivo. Imbocchiamo la gola creata dal Danubio, pedalare in questo posto infonde una bella sensazione. Facciamo una sosta per un caffè turco: Silvia fa l’errore di mescolarlo e beve una poltiglia. Costeggiamo il fiume, affrontiamo qualche salita e il traffico è accettabile. Fa caldo. Abbiamo raggiunto i 1.000 km. Troviamo alcune brevi gallerie, in una di 200mt incrociamo al buio i primi cicloturisti credo tedeschi che ovviamente non si fermano troppo buio. Poi in un tratto molto soleggiato vediamo fermi ai lati della strada numerosi camion pieni di arnie e api. A Lepensky Vir non ci sono motel quindi continuiamo su una strada vecchia usata come pista ciclabile. Vediamo anche cartelli europei della ciclovia del Donau. Decidiamo per cambiare strada. La prima salita è molto ripida poi discesa al 10%. Silvia supera un bilico non si fida dei suoi freni. Torniamo a pedalare a livello del Danubio. Fa caldo. Incrociamo tanti stradini che ridono e ci salutano. Arrivati a D.Milovac pranziamo con melone e pane ai giardini sul fiume, Troviamo l’unico hotel in salita un mega hotel con 250 stanze, il prezzo è alto e il posto è brutto ma non abbiamo alternative. L’hotel è pieno di scuole in vacanza. L’enorme sala da pranzo sembra la mensa di una fabbrica. Ho litigato con recepcionist per il park delle bici: noi vorremmo portare in camera ma è vietato! Ce le fanno portare nel magazzino le leghiamo per bene. C’è anche la piscina, senza cloro!!! I professori fanno i bambini in piscina e corteggiano Silvia. Usciamo per un giro in paese. Ci fermiamo in un ristorantino dove parlano poco inglese. Incontriamo dei motociclisti italiani convinti di essere fuori dal mondo stupiti per noi che siamo in bici. Mangiamo del buon pesce poi andiamo a letto presto con i che bambini festeggiano.

14) Venerdì 27/6 D.Milanovac>Kladovo (km 64) (7.00 – 11.00)

Facciamo colazione da soli è un pò triste. I bambini dormono ancora. La mattina è fresca e umida. Pedaliamo in fretta a livello del fiume in mezzo ai boschi non c’è traffico. Poi percorriamo un fiordo molto bello e attraversiamo Golubinje. Il Donau si stringe tra e montagne la strada prosegue in leggero saliscendi fino alla salita che regala una splendida vista. Passiamo alcune gallerie. Il paesaggio è molto bello sull’altra sponda i romeni stanno facendo una grande strada. Fa caldo. Cerchiamo la Tabula Traiana ma non ci sono indicazioni, scopriremo poi che è sommersa dal fiume. Abbiamo incontrato una coppia di cicloturisti tedeschi fanno Bucarest-Spalato, Hanno poca attrezzatura e la tenda però invidiano nostra cartina. Cominciamo a salire molto e fa caldo. Vediamo il monte rumeno in cui è scolpito un grande faccione. Arriviamo al passo ci sono i contadini e le mucche nei campi segue una discesa ripida fino al livello fiume. Facciamo sosta in un piccolo paese e mangiamo qualche biscotto mentre guardiamo dall’altra parte del fiume, sulla sponda rumena, notiamo che c’è molto traffico. La nostra strada è deserta. Passiamo vicino alla diga sul Donau siamo sulla strada per la frontiera con la Romania. La strada è dritta e molto soleggiata verso Kladovo in centro troviamo bar eleganti e ombrelloni. Cerchiamo l’ufficio del turismo dove troviamo un’affascinante dirigente che parla bene inglese è molto chiacchierone, ci prenota l’albergo per domani e ci trova una stanza privata molto economica per la notte poi ci offre il caffè e ci accompagna in macchina con dirigente politico dalla signora che ci ospiterà. Anche lei è molto gentile, la casa è modesta. La signora è molto agitata per la cena. Nel frattempo facciamo un giro in paese. Visitiamo il museo con reperti romani, stadio e forte in rovina con capre. In paese troviamo gruppo internazionale della FIAB, stanno rifacendo mappa DONAURADWEG sono in viaggio con pulman e bici. Ci fanno un’intervista in misto spagnolo-inglese poi ci regalano una parte della mappa. Poi una grande confusione spagnolo/inglese/canadese, perché il politico serbo che li accompagna ha fretta così ci salutiamo con una birra poi noi andiamo a cena che è molto abbondante con signora che continua a parlare in serbo. Beviamo vino e grappa. Andiamo a letto presto.

15) Sabato 28/6 Kladovo>Negotin (km 63)

Oggi tappa breve. La giornata è ventosa, il cielo è terso. la colazione è molto abbondante. Salutiamo i nuovi amici e partiamo con strada in salita piuttosto faticosa dopo l’abbondante colazione. Siamo sull’altipiano e ci godiamo il panorama collinare poi la bella discesa verso il fiume. Vediamo tante lapidi con corone di fiori in plastica molto kitch. La strada è poco trafficata fino Gorovica, poi proviamo una strada alternativa sul fiume ma sterrata, troviamo strada nuova (europea) non segnalata dalla cartina. Gli stradini raccolgono bottiglie a mano. Il vento è contrario una lunga discesa ci porta a Negotin. L’albergo inconfondibile è brutto per metà abitato da profughi. Lasciamo le bici nella hall. La camera è deprimente e il cesso schifoso. Scarichiamo i bagagli e con le bici andiamo a visitare monastero ortodosso. La strada in salita e il caldo ci fa sudare non poco. Troviamo il cartelli di un albergo nuovo ma non troviamo l’albergo. Gonfiamo le bici con pompa professional in negozio il cui titolare è ragazzo simpatico. Giriamo il paese in ristrutturazione e troviamo un ristorante tradizionale con gli uomini del paese che cantano folk locale. Ottima cena e la birra. Incartano gli avanzi e li portiamo via.

16) Domenica 29/6 Negotin>Lom (Bulgaria) (km 107) (6.30 – 14.45 + 1 ora avanti)

Spuntino in camera per colazione. La giornata è soleggiata. La strada verso la Bulgaria passa nei campi ed è tutta buche. La gente ci saluta. Passiamo la frontiera a Bregovo dopo il fiume Timok, un poliziotto serbo scontroso e maleducato e poliziotto bulgaro gentile e sorridente. La prima impressione è tranquilla ci sono solo asini. Oggi è domenica quindi prendiamo la superstrada per Vidin. Non incontriamo nessuno sulla strada che taglia la campagna. Arranchiamo in salita poi ci riprendiamo in discesa. Non incrociamo nessun paese, solo qualche carretto fino all’arrivo a Vidin. Qui incontriamo grandi casermoni, rottamai, un mercato con tanta gente che ci osserva. Facciamo il cambio al bancomat, prendiamo un caffè e facciamo la  spesa. Ripartiamo sulla superstrada n°1, ci sno molte fabbriche e fa caldo ma filiamo dritti con poco traffico. Al bivio prendiamo la strada gialla 11 per Lom è molto stretta ma bella sul Donau. Una vecchina ci offre la fontana per bere nel giardino della sua casetta e ci indica un ristorante. La gente è simpatica i camionisti gentili. Facciamo sosta per uno spuntino in uno dei piccoli paesini che attraversiamo. Affrontiamo subito una salita sotto il sole a seguire una discesa mozzafiato. Un vecchio ci indica una fontana piena di farfalle. La piccola strada per ingresso a Lom molto dissestata e in disuso. La zona sembra deserta con rovine che crollano, l’asfalto tritafondello, poche persone e sulla strada ci sono erba e asini. L’ingresso della città è su pavè che ci fa temere per i raggi. Seguiamo le indicazioni per gli albergo e proseguiamo fino al centro ci sono 2 hotel sul Donau e scegliamo il più piccolo: carino ed economico. Passeggiando troviamo un ristorante con terrazza sul fiume. Abbiamo cenato con specialità bulgare. L’oste è molto simpatico e ci regala souvenir. I clienti un pò tamarri. Torniamo veloci in albergo perseguitati dalle zanzare.

17) Lunedì 30/6 Lom>Corabia (Romania) (km140) con traghetto

Colazione con spuntino in camera. Partiamo presto e subito sbagliamo lo svincolo i cartelli rotti. Silvia va avanti sola e torna dopo un pò ha trovato la strada n°11per Kovacica, inizia il pavè con salita ripida per 5 km poi ritorna l’asfalto…per fortuna. La strada nei campi è un pianoro con strade dritte, poche indicazioni, un mare di girasoli, con una discesa bellissima fino a Kozloduj. Ci fermiamo per una sosta con doppio caffè e spesa. Partiamo e subito troviamo una salita poi costeggiamo la centrale nucleare per il resto lungo la strada incrociamo piccoli paesi, mucche, capre e cavalli. La strada verso Orjanovo è in discesa poi cerchiamo le indicazioni per il ferryboat. Facciamo il biglietto per il traghetto. I camionisti sono simpatici, un turista inglese, troppo inglese, ci da consigli sul percorso e bagaglio della bici, lui viaggia in auto! Siamo scesi a Berchet in Romania. In strada troviamo carretti, cavalli e bambini che salutano e polvere. Fa caldissimo e dobbiamo riempire le borracce un poliziotto gentile accompagna Silvia in caserma e gli fa riempire le borracce al distributore dell’acqua fresca. I paesini sono abitati da rom qui è casa loro, Vivono nei carretti con targa. Incontriamo un funerale la bara è trasportata su un carretto con foto del defunto e corone di fiori. Sono inquieto senza nessun motivo la gente è simpatica e allegra, colpa di quegli stronzi dei media che mi rovinano i pensieri. Facciamo una sosta per uno spuntino. I paesi sempre più poveri. Trioviamo poca acqua e solo dai pozzi: niente bar o negozi. Fa molto caldo e i rumeni sono gentili offrendoci l’acqua dai loro pozzi. Rischiamo a berla ma è freschissima e deliziosa. Poi nuovi campi con oche e galline. Nei paesi di piccole case quando passiamo tutti ci guardano e ridono, chissà cosa pensano. Siamo stanchi e finalmente arriviamo in città e chiediamo informazioni al distributore. Un’anziana signora ci indica un hotel in rovina. Siamo distrutti e sfiduciati ma finalmente troviamo un piccolo hotel con piscina sul fiume, Bagno e 4 birre! In città molte case sono chiuse o in rovina, la linea elettrica è caduta e attraversa la strada, nessuno sembra farci caso. I negozi hanno poca merce ma sono molto onesti. Abbiamo cenato mediamente bene ma speso poco.

18) Martedì 1/7 Corabia>Zimnicea (km8 4) (8.05 – 13.00)

Siamo partiti tardi per fare una colazione mediocre. Siamo veloci, il clima è fresco, il paese si sveglia. Alcune donne puliscono la strada dalla polvere polvere che è ovunque. Ci sono oche al pascolo. La strada dritta senza nessun mezzo e l’inglese del traghetto aveva detto big traffic!? La gente che saluta dopo il bivio di Islaz la strada molto rovinata,1 km di sterrato lo facciamo a piedi la gente ride. Arriviamo a Turnu Magurele,ciminiere e fumo in lontananza,centro con megarotonda/giardino,gente che passeggia,brutto albergo,spesa al mercato,caffè e partiamo,qualche sborone in macchina ma per lo più la strada è deserta,sosta alla fontana dove alcune donne lavano i tappeti davanti ad una villa color fucsia,carretti x strada,fatti 1500 km,i paesini passano veloci,prati con paludi,caldo,sosta a Lisa x acqua alla fontana,Silvia ha molto caldo,schiva le mucche,dopo leggera salita,arriviamo bibita e hotel,molto caro ed elegante,facciamo il bagno nella vasca ma niente scarico quando tentiamo di vuotarla l’acqua allaga il bagno,il paese è tristissimo,qualcuno parla italiano,tutto rifatto,persone gentili,bevuto 4 birre,incontriamo cicloturisti tedeschi che fatto il Donau dalla sorgente alla foce 3000 km,ristorante dell’hotel,pizza ok,speso poco,passeggiamo,comincia a piacermi la Romania,la sera più fresco,in hotel carissimo notte peggiore,zanzare rumore e colazione con pane contato.

19)Merc.2/7 Zimnicea>Giurgiu>(BL)Ruse(km76) (7.30-17.00)
Partiti presto,fresco ma vento contrario,incontriamo paesini molto poveri,strade laterali sterrate, donne rom al lavoro costruiscono mattoni di fango x le case, ,sosta con biscotti vecchi,beviamo un caffè italiano con vecchio e donne rom che ci prendono in giro,due cicloturisti svizzeri ci sconsigliano tratto verso Costanza troppo traffico,arriviamo a Giurgiu,decidiamo x treno o bus,scopriamo non ci sono bus,la ragazza alla biglietteria del treno è molto gentile,ci dice no supplemento le nostre non sono bici ma bagage con ruote,acquistiamo i biglietti treno x Giurgiu>Bucuresti>Costanza,sosta con spuntino,l’unico monumento rimasto è la colonna diventata un bar,i giardinieri sono tutte donne che strappano l’erba con le mani,attraversiamo il ponte dell’amicizia,molto sovietico,traffico di camion,vista di Ruse sul fiume,cave e camion e polvere,strada orrenda,troviamo via laterale con zona pedonale,info turistiche poco chiare,giriamo 3 alberghi,guest house troppo affollata,altri troppo cari,troviamo albergo gestito da metresse,sulla porta avviso “non introdurre armi”,bella stanza,buon prezzo,girato fino mezzanotte bella città,bevuto vino mangiato molto,i bulgari mangiano come se non avessero fame, in realtà spiluccano tra una sigaretta e l’altro,la tv programma film porno, preservativi usati fuori dalla finestra,che hotel abbiamo scelto?.

20)Giov.3/7 Ruse sosta (km 60)

Chiediamo info turistiche x visita ai monasteri ci consigliano strada provinciale con salite e traffico,troveremo poi alternativa,visitato valle del Lom scavata dal fiume,ci sono due cicloturisti finlandesi,visitiamo le grotte con affreschi,pullman di turisti,torniamo sotto il sole,riparato portapakki Silvia, ceniamo in ristorante nel parco,difficile ordinare non c’è menu inglese cameriere simpatico ci consiglia, in bulgaro,il ristorante è molto affollato di locali,riusciamo a mangiare come dei maiali,compriamo una rosa da ambulante,quasi più cara della cena forse ci ha fregato,girato x la bella città notturna,ragazze fanno foto, a letto presto.

21)Ven.4/7 Ruse>Costanza(RO) in treno(km17)

Partiti presto,no traffico,sul ponte dell’amicizia poca gente,passiamo veloci,ala stazione arriva treno locale,i rumeni puliscono il loro sedile,il personale gentile alla stazione di Videle,i marciapiedi molto sconnessi,Silvia cerca il sottopasso ma si attraversa sui binari,treno x Bucuresti molto bello, nuovissimo,carichiamo le bici in un vagone qualsiasi,il bigliettaio ci guarda male,stazione Bucuresti tranquilla ed affollata,fuori molto traffico,anche il treno x Costanza è nuovo,le bici vanno nell’ultima carrozza,la bigliettaia vuole ticket x bici ma poi lascia perdere,viaggio noioso ma tranquillo,Costanza come Rimini,alberghi tutti full,trovato hotel carissimo la vista sul mar Nero costa 5 euro in più,la guida ha ragione,cenato molto mediocre in triste pizzeria,bella illuminazione del museo archeologico,passeggiamo c’e molto vento,il vecchio casinò è chiuso,il vento freddo e il mal di pancia ci portano a letto presto molto stanchi,Silvia decide consultando la guida domani andiamo a 2Mai.

22)Sab.5/7 Costanza>2Mai(km110)

svegliati presto cerchiamo stazione bus Atlassib x ritorno,alla stazione non troviamo informazioni,chiediamo ma indicazioni vaghe verso la periferia,pedaliamo verso periferia chiediamo ci rimandano in stazione,dopo un’ora Silvia grande idea lei aspetta con le bici io mi faccio portare con taxi,mi porta al deposito Atlassib,l’impiegato mi spiega, tutto ok,problema mancano i biglietti e mi rimanda in stazione,parlo con taxista più furbo che mi mostra l’ufficio in stazione praticamente e due passi da dove la cercavamo e mi riporta da Silvia,i biglietti ritorno assicurato Silvia più tranquilla,partiamo x superstrada,traffico caotico prendiamo strada n°38 secondaria per evitare il traffico e scopriamo dopo 20 km che è impossibile tornare sulla costa,solo strade sterrate,la strada continua dritta e noiosa, molto caldo,deviazione x Negru Voda 50 km in più,pianura noiosa,ci fermiamo da fruttivendola scopriamo parla italiano stupita di vederci in questi paesi,vento laterale x fortuna fino a Negru Voda, cittadina triste fabbriche chiuse,poi verso il mare saliscendi con vento a favore,bel paesaggio girasoli e piccoli paesi con case in pietra,arriviamo a Mangalia,traffico cantieri navali,porto comprato dai coreani,2Mai piccole casette zona turistica,troviamo stanze non economiche ma ok,2 notti,paese sembra Cà Savio 20 anni fa con tante macchine parcheggiate ovunque,cenato nella pensione,mangiato pesce tipo razza,giretto sul mare,molti rumeni in ferie,kamp libero,camion tipo camper,letto stanchissimi.

23)Dom.6/7 2Mare sosta

Ottima colazione a Mangallia,giro souvenir,decidiamo per la spiaggia di Vama Veche naturista,paese più piccolo,con molti giovani hippies alternativi,ristorante di pescatori all’aperto,pesce alla griglia non resistiamo e facciamo spuntino,speso poco,mi piace il posto,cenato in locale carino ottimo dessert,domani andiamo in Bulgaria,scopriamo che i romeni x parlarti ti toccano.

24)Lun.7/7 2Mai>Sabla Tuzla (BL)(km32)

Partiti tranquilli per spiagge bulgare,confine con strada dritta,leggeri saliscendi paesi piccoli e molta campagna,dopo il traffico della Romania sembra quasi triste,a Sabla caffè con briosche,la cameriera parla un poco di italiano e si sforza per comunicare con noi,seguiamo la direzione spiaggia c’è un grande kamping,bungalow alcuni carini altri fatiscenti,ma non troviamo la recepsion per chiedere se affittano troviamo invece un hotel squallidissimo chiediamo di vedere una camera,ci assale l’angoscia Silvia decide andiamocene,in un bar poi troviamo una stanza,pareti in legno,la doccia è solo uno spruzzino,bagno al mare spiaggia carina,pranziamo con insalata,ragazza con bel sorriso,avevo detto al cameriere romeno di 2Mai che non ci sono cozze nel mar Nero in spiaggia km di gusci di cozze,passeggiamo sulla spiaggia deserta cercando il lago,cenato medio basso in pansion,la famiglia si agita alla richiesta del conto e del parcheggio x le bici,incomprensioni linguistiche,dormito con lenzuola durissime.

25)Mart.8/7 S.Tuzla>Vama Veche (RO km27)

colazione con tante brioches al solito bar,forse era meglio altra strada ci dice,torniamo a Vama Veche,vento in poppa,arrivati ci guardiamo intorno,subito signore ci propongono camere,le vediamo tutte sono simili con bagno in comune,facciamo briefing al bar con tipo galante,proviamo allo chalet all’ingresso del paese,prezzo medio con bagno,il è mare mosso la spiaggia più tranquilla rispetto a domenica,facciamo la spesa e pranzo con insalata i proprietari gentili ci danno ciotole e posate poi in spiaggia fino tardi,ceniamo con ciorba,la cameriera parla italiano, abbiamo finito i Lei devo fare un salto al bancomat per il conto,pagato caro il vino,girato fino alle 2 di notte,tanti giovani che ballano sulla spiaggia,tanto vino,musica molto rumena,cover elettronica di twist again,bevuto cocktail no buono.

26)Merc.9/7 V.Veche sosta

Temporale mattutino con vento,torniamo a Mangalia x cambio,comprato ottime briosch locali,caffè e passeggiata sul lunghissimo porto,spesa al mercato e ritorno appena in tempo piove,pranzato con gestori molto gentili,vento freddo,pranzo con cetrioli e wurstel,pomeriggio ventoso, ceniamo in un self service molto nature,visto cartoon poi letto.

27)Giov.10/7 V.Veche con gita a Negruvoda

Gita a Negro Voda senza borse,viaggiamo bene,campagna molto bella,cerchiamo la piazza ma non ci sono piazze in questi paesi, beviamo caffè in bar triste, ritorniamo con il vento a favore,velocissimi, fatti 2000 km,il cielo è nuvoloso,sul ciglio della strada vediamo alcuni roditori con macchie verdi,rientrati facciamo l’ultimo bagno,pranzato dai pescatori in riva al mare,pesce 1kg,noi credevamo fosse troppo grande invece il cameriere voleva dirci che era piccolo ne propone un’altro mangiato tutto e bevuto ok,il paese si riempie x stagione,passeggio poi letto.

28)Ven.11/7 V.Veche>Costanza

Colazione poi partiamo con calma strada costiera poco traffico,salutati i gestori,le borse pesano,deviamo a Neptun per vedere le ville dei notabili,spiaggia come Rimini,alberghi enormi 13 piani,ultimo tratto x Costanza trafficatissimo,grande idea di Silvia,portiamo le bici al deposito Atlassib ritrovato anche dopo una settimana e andiamo al ristorante Marco Polo,pieno di tamarri e ragazze che sembrano squillo,mangiato bene speso un po’ ma ok,giriamo per la città che ci sembra più carina,torniamo al deposito,ci offrono due sedie dovremo aspettare 2 ore,quando sono arrivati tutti i viaggiatori l’autista spiega i cambi,forse?.

29)Sab.12/7 Costanza>Brescia (I)

Partiti da Costanza arriviamo in notturna a Bucarest,sembra quasi Milano con grandi viali,luci pubblicità e ragazzi con i roller,contrasto con il deposito in cui effettuiamo il cambio, molto squallido con gente che grida e caos,scopriamo di dover cambiare di nuovo a Sibiu,partiamo verso la zona nord,Transilvania molto montagnosa,sembra l’Austria,hotel e percorsi a piedi,strade strette e con lavori,altro cambio a Arad,poi tutta una tirata con piccole soste a discrezione dell’autista la musica rumena ci accompagnerà fino a Brescia,arriviamo in anticipo stanchi e bici sottosopra,molto meglio pedalare!.

-spesa viaggio:totale 1250 euro ,gg viaggio 29,spesa media giornaliera 43 euro

Commenti
  • 9 Gennaio 2021

    AAAGGHHH! Che scrittura! Probabilmente riportata pari pari dagli appunti frettolosi.
    Bel giro comunque!

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